Hamas e l’equivoco dell’organizzazione di resistenza

Nel dibattito pubblico occidentale, Hamas viene spesso descritto semplicemente come un movimento di resistenza palestinese. Una definizione che, pur cogliendo una parte della realtà politica e militare del conflitto israelo-palestinese, rischia di occultare un elemento essenziale: l’identità ideologica che il movimento stesso ha scelto di attribuirsi nel suo documento fondativo.

Il Patto di Hamas del 1988 non è un manifesto nazionalista tradizionale. È un testo che definisce l’organizzazione come un ramo della Muslim Brotherhood e fonda la propria azione politica e militare su una visione religiosa totalizzante. Il documento afferma esplicitamente che il programma del movimento è l’Islam e che il suo obiettivo è innalzare la legge islamica su tutta la Palestina storica. 

Ancora più significativo è il rifiuto di qualsiasi soluzione politica definitiva basata sul compromesso territoriale. Nel testo del 1988, la liberazione della Palestina viene presentata come un dovere religioso e il ricorso alla jihad come strumento centrale della lotta. Diverse disposizioni escludono che conferenze internazionali o negoziati possano rappresentare una soluzione autentica alla questione palestinese. 

Vi è poi un aspetto che per molti anni è stato sottovalutato o minimizzato: il linguaggio rivolto agli ebrei. Il documento non limita il conflitto allo Stato d’Israele o al sionismo politico, ma utilizza in numerosi passaggi riferimenti agli ebrei come collettività religiosa ed etnica. Alcuni articoli richiamano tradizioni religiose che descrivono uno scontro finale contro gli ebrei, elemento che ha portato numerosi studiosi e osservatori a definire il testo come portatore di contenuti antisemiti

I difensori di Hamas sottolineano che nel 2017 il movimento ha pubblicato un nuovo documento politico più pragmatico, nel quale accetta l’idea di uno Stato palestinese entro i confini del 1967 senza però riconoscere formalmente Israele. Tuttavia, la leadership del movimento non ha mai revocato esplicitamente il Patto del 1988, che continua quindi a rappresentare un riferimento storico e ideologico rilevante. 

Comprendere Hamas significa partire dai suoi stessi testi. Ignorare il contenuto del Patto del 1988 equivale a rinunciare a capire una parte fondamentale della natura del movimento. Allo stesso tempo, ridurre l’intera questione palestinese all’ideologia di Hamas sarebbe un errore speculare. La tragedia del Medio Oriente nasce proprio dall’incapacità di distinguere tra le aspirazioni legittime di un popolo e i programmi politici delle organizzazioni che pretendono di rappresentarlo.

La pace richiede realismo. E il realismo impone di leggere i documenti per ciò che sono, non per ciò che vorremmo che fossero. Il Patto di Hamas del 1988 resta una testimonianza storica importante perché mostra, senza filtri, le radici ideologiche di uno dei protagonisti più influenti e controversi del conflitto israelo-palestinese.

Aggiornato il 09 giugno 2026 alle ore 10:29