Il mondo fisico, con le proprie famiglie abitanti, tra le savane e le metropoli, per intenderci, forse oggi è realmente in pericolo. Lo è per le due principali guerre in corso e per le idee di almeno alcuni dei combattenti. Ci si riferisce alla guerra tra Stati Uniti d’America, Stato d’Israele e Repubblica islamica dell’Iran, e del tentativo fallito d’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa. La guerra contro l’Iran è stata determinata dall’arricchimento dell’uranio da parte persiana, ben oltre il necessario per produrre energia a scopi pacifici. È chiara intenzione di fabbricare bombe atomiche. In verità, sono ormai molti gli Stati in possesso di armi nucleari, ma che lo faccia l’Iran mette paura. Infatti quel regime non fa mistero, da decenni, di mirare alla distruzione dello Stato d’Israele. Personalità di quest’ultimo, ormai, hanno reso pubblico quello che si ventilava da anni: il possesso di quest’arma in mano israeliana. La Federazione russa tenta l’invasione dell’Ucraina dal 2022. Non solo, da allora, non le è riuscita. Gli ucraini sono diventati maestri nella produzione e nell’aggiornamento di droni e missili, tanto da colpire l’interno della Federazione russa, sino a San Pietroburgo e Mosca, e di robot terrestri da mandare contro i russi sul fronte terrestre.
Uno Stato che si sente imperiale, come la Russia, “Terza Roma”, dopo la prima sul Tevere, la seconda sul Bosforo, trasferita a Mosca dopo le nozze tra il sovrano moscovita d’allora e la figlia di Costantino XI, l’ultimo imperatore dei romani morto nella difesa della Nuova Roma dagli ottomani, è sconvolto per non riuscire a ricomprendere in sé la Rus’ di Kiev, da dove la sua storia cristiana cominciò. Già la Guerra fredda fu confronto tra due potenze nucleari che, qualora avessero sganciato questi ordigni, l’una sull’altra, a prescindere da chi avesse cominciato per primo, avrebbero forse cancellato la vita sul pianeta. Secondo alcuni scienziati, sarebbero sopravvissuti gli scarafaggi. Allora, però, la dissuasione reciproca funzionò. Ciò per una buona dose di materialismo, insita tra le parti: l’Unione Sovietica per ideologia storicistico dialettica; l’Occidente per un edonismo materiale infondo diffuso nelle classi dirigenti capitaliste. Il mondo è di materia densa, e quindi non va usata un’arma in grado di distruggerla. Oggi coscienze individuali e collettive sono mutate. In Russia il regime sovietico, anche con repressioni violente, mirò, in nome dell’ideologia, a distruggere il Cristianesimo ortodosso. La resistenza di molti spiriti ed anime mistiche ha generato una profonda consapevolezza di una sfera non materiale, oltre lo spazio ed il tempo. Il Patriarcato di Mosca, ricostituito già sotto Stalin, ha riassunto, col crollo del comunismo, un ruolo centrale, più che in periodo zarista. Saranno sentiti od una posa gli atteggiamenti devoti di Vladimir Vladimirovič Putin durante le liturgie?
Nel sistema di pensiero di Aleksandr Gel’evič Dugin, sostegno ufficiale del putinismo, l’ortodossia s’innesta su idee addirittura di origine indoeuropea. In quest’ottica, l’occidente è visto come sovversivo dell’ordine sovrannaturale, naturale e politico. La guerra in un’Ucraina, sostenuta dall’Occidente, è una guerra santa contro il nichilismo. La guerra contro l’Iran è un conflitto contro un regime religioso sciita fondamentalista. In esso le libertà cui siamo abituati sono peccati sanzionati anche con pene corporali, come la fustigazione, o la morte. La eventuale prevalenza del nostro attuale stile di vita renderebbe necessario distruggere il nostro mondo e l’atomica sarebbe un’arma santa. Per questo quella nazione va privata della possibilità di averla, le sue riserve di uranio arricchito vanno consegnate. È presupposto di qualunque pace. In tutte queste concezioni, l’apocalisse è la rivelazione sulla necessaria fine del mondo peccaminoso, per rendere possibile nuovi cieli e nuovi mondi. Quindi ben venga: santa catastrofe nucleare. Le nostre classi dirigenti liberali appartengono ad una cultura spesso dissacrata; non sono in grado, quindi, di capire fino in fondo il pericolo.
Aggiornato il 08 giugno 2026 alle ore 10:34
