Israele-Libano: è tregua

Positivi i colloqui tra Benjamin Netanyahu e Nawaf Salam. Il dialogo tra Israele e Libano ha portato a una tregua di 10 giorni. Il cessate il fuoco è scattato alle 23 italiane. Donald Trump ha annunciato la tregua sul suo social Truth. “I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio”, aveva spiegato il presidente Usa. Che ha aggiunto: “È stato un onore risolvere nove guerre nel mondo, questa sarà la decima”. Con la tregua che pone fine a sei settimane di combattimenti tra Israele e il gruppo armato libanese Hezbollah, gli sfollati hanno iniziato a tornare alle proprie case. Le immagini diffuse dai media internazionali e libanesi mostrano lunghe colonne di persone a piedi o in auto lungo le principali arterie stradali dirette verso Sidone, uno dei centri più importanti del sud del Libano. La milizia sciita ha preso atto dell’annuncio del cessate il fuoco, senza però chiarire se l’accordo verrà pienamente rispettato. In un comunicato ufficiale il gruppo ha invitato i residenti del Libano meridionale a non rientrare immediatamente nelle aree colpite dagli attacchi israeliani durante il conflitto, ricordando come Israele abbia una lunga “storia di violazione di promesse e accordi”, come riportato dal New York Times. “Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social. La tregua è stata accolta positivamente anche da diversi leader internazionali. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha salutato con favore l’intesa, attribuendola ai “coraggiosi e saggi sforzi diplomatici guidati dal presidente Donald Trump”. In un messaggio pubblicato su X, Sharif ha espresso la speranza che il cessate il fuoco “apra la strada a una pace duratura”, aggiungendo: “Il Pakistan ribadisce il suo incrollabile sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano e continuerà a sostenere tutti gli sforzi volti a una pace duratura nella regione”.

Il Pakistan è il principale intermediario tra Israele, Usa e Iran. A proposito, la guerra con tra Teheran e Washington dovrebbe concludersi “molto presto”: i negoziati starebbero procedendo “a gonfie vele”. È quanto ha dichiarato Donald Trump durante un intervento pubblico a Las Vegas, ribadendo che l’Iran non potrà dotarsi dell’arma nucleare. Secondo quanto riferito dal Wall street journal, l’Iran avrebbe accettato di consegnare il proprio uranio arricchito. Il presidente americano si è inoltre detto pronto a volare a Islamabad qualora emergessero le condizioni per un accordo definitivo tra le parti. “È molto probabile che raggiungeremo un accordo con l’Iran. Sarà un buon accordo”, ha osservato il presidente. L’esame della presidenza americana passa anche dal vice del tycoon, J.D. Vance. Il vicepresidente non ha convinto del tutto il commander-in-chief, e i suoi progressi in Iran saranno importantissimi per guadagnare l’endorsing di Trump nelle primarie repubblicane. Dall’altro lato del cortile c’è Marco Rubio che scalpita. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Trump avrebbe iniziato a consultare amici e consiglieri per valutare le prestazioni del suo vicepresidente, chiedendo esplicitamente di confrontare l’operato di Vance con quello di Rubio.

Aggiornato il 17 aprile 2026 alle ore 10:23