#Albait. Possiamo accettare l’annessione iraniana del Libano?

Nella nuova guerra del Golfo ci sono tanti aspetti assurdi. La preparazione degli Usa è stata quasi inesistente. L’effetto è stato paradossale. L’Iran bombardato oggi pretende per sé dominio assoluto su Oman, Stretto di Hormuz, Gaza, Cisgiordania, Yemen, Iraq. Ma soprattutto cerca di far passare il principio che il Libano è Iran.

LE DIFFERENZE TRA ISRAELE E USA

Israele ha ottenuto i suoi obiettivi immediati: voleva indebolire l’Iran. Trump invece voleva stabilire un principio di dominio sul mondo e acquisire il controllo dello Stretto di Hormuz. Risultato: zero. Chi paga il conto sono gli Stati arabi. A questo punto, vogliono un Iran sconfitto. Ma se l’Iran stabilisce che il Libano deve essere governato da Teheran, loro ed Israele saranno i veri sconfitti. Per Trump, si tratterebbe solo di un’altra pernacchia. Credo ormai si sia abituato.

LA TRATTATIVA PER IL CESSATE IL FUOCO

La trattativa meglio riuscita della storia fu quella di Talleyrand al Congresso di Vienna. Francia distrutta e responsabile di venti anni di guerre. Fu stabilito il principio che la responsabilità era di Napoleone, non dei francesi. L’Iran che ha destabilizzato sistematicamente il Medio Oriente, grazie a una fitta rete disinformativa russo-iraniana, ha cancellato la gravità della pretesa sullo Stretto di Hormuz, delle stragi di civili in Iran del regime islamista, della schiavitù reintrodotta da russi e iraniani nel mondo, del terrorismo di Stato. Il mondo è spaventato dall’aumento del prezzo dei carburanti. Lo stretto di Hormuz bloccato è diventato il problema. Le speculazioni rendono tutto più complicato. In Italia, il gasolio in Italia costa cinquanta centesimi più della benzina. Nel resto del mondo la situazione è meno acuta, ma lo choc è forte.

L’IRAN SENZA TRAFFICO MARITTIMO È UN DESERTO

Ma pochi rilevano un dato semplice: se lo Stretto chiudesse davvero, l’Iran sarebbe alla fame. Gli ayatollah possono provare a scatenare il caos, ma poi crollano. Il ricatto iraniano non ha punti di forza. Il loro ricatto funziona su due pilastri: la rete di agenti disinformativi pagati qualche decina di migliaia di euro l’uno e le strategie terroristiche. Trump ha fatto un danno devastante. Nessuno tra Siria, Turchia, Arabia Saudita, Giordania, Egitto e a pressoché qualsiasi attore dell’area, compreso Israele, possono accettare un nuovo equilibrio che veda gli ayatollah padroni del campo. Accettare la pretesa iraniana su Libano, Oman, Stretto di Hormuz e Iraq è folle quanto subire la pretesa russa sull’Ucraina, la Georgia, l’Armenia, gli Stan e l’Europa.

LA POLITICA DEI PEDAGGI

Se Teheran imporrà un pedaggio per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, immediatamente La Manica, il Bosforo, Gibilterra, Canale di Sicilia, Stretto di Messina e Canale di Otranto, Bab el Mandeb, Malacca, Taiwan, Bering, parecchie decine di passaggi nel mare Cinese e nel Pacifico, rotte artiche diventerebbero tutti passaggi neofeudali. Un arretramento della civiltà catastrofico. Non può accadere. Con decine di conflitti generalizzati e costanti a qualcuno passerebbe in testa di usare davvero l’atomica.

LA POSTA IN GIOCO

Quando scoppiano delle guerre tutti hanno torto. Per arrivare alla pace noi dobbiamo rispondere: vogliamo nel nostro futuro un mondo libero o accettiamo la regressione verso un neofeudalesimo globale? Nel primo caso, proseguiremo con traffici costanti e serrati che aiutano a mantenere la pace e crescita civile ed economica. Nel secondo, torniamo a un mondo di arbitrio, poco contrattuale, senza diritto internazionale. Sarebbe il caos.

COME SI ESCE DALLA CRISI IRANIANA?

Occorre un nuovo equilibrio entro perimetri accettabili. L’Iran e la Russia minacciano il mondo con una strategia terroristica. Quella deve sparire. Se per farlo lo Stretto di Hormuz dovesse essere chiuso a tempo indeterminato con una forza multinazionale, sarebbe la scelta migliore per una negoziazione non drogata dalle pretese disinformative. Occorrerà anche una risposta dura alla guerra asimmetrica in corso. In Europa non vogliamo la guerra permanente. Occorre affermare senza paura che l’equilibrio europeo è figlio dell’approccio socialdemocratico e liberale. Dobbiamo estendere questa condizione al mondo. L’alternativa non è solo il chador per le donne. Se cederemo, otterremo la guerra permanente. Con o senza l’Intelligenza Artificiale, i viaggi sulla Luna, il panino con la porchetta sarebbe poco rilevante.

Aggiornato il 10 aprile 2026 alle ore 12:35