Volodymyr Zelensky “vede” la tregua in Iran e pensa alla sua guerra. Quella che da quattro anni imperversa in Ucraina, dall’invasione da parte della Russia di febbraio 2022. Il capo di Kiev ha annunciato che a breve si terrà un trilaterale con Washington e Mosca, per porre fine al conflitto. Lo ha riportato Ukrinform. “Porre fine alla guerra e raggiungere la pace in Ucraina è la questione numero uno – ha detto – oggi siamo impegnati in un processo trilaterale di vari accordi. A causa della guerra in Medio Oriente i nostri incontri sono stati rinviati. L’ultimo si è svolto in videoconferenza. C’è stato un colloquio con i rappresentanti del gruppo del presidente degli Stati Uniti e abbiamo concordato che ci sarà un incontro trilaterale a breve, oppure ci sarà un incontro in cui il gruppo americano verrà da noi, per poi probabilmente recarsi dai nostri vicini”, ha dichiarato Zelensky. Il presidente è convinto che i negoziati tra Ucraina, Stati Uniti e Russia riprenderanno. Parallelamente prosegue il lavoro tecnico sulle future garanzie di sicurezza per Kiev, un nodo che rimane ancora irrisolto. Tra le questioni aperte figurano il finanziamento delle forze armate ucraine nel periodo post-bellico, la disponibilità di sistemi avanzati di difesa aerea – considerati cruciali non solo per l’Europa ma anche per la sicurezza in Medio Oriente – e soprattutto la risposta degli Stati Uniti in caso di una nuova offensiva russa.
Il tema è stato affrontato anche in un’intervista concessa all’inviato di Radio Rai, Marco Barbonaglia, trasmessa dal Gr1 delle 8. “Mi congratulo con gli Stati Uniti per il risultato raggiunto. Renderà più facile affrontare questa crisi energetica. Ad ogni modo il supporto all’Ucraina, con le forniture di armamenti, deve continuare. Gli Stati Uniti erano più concentrati sul Medio Oriente, per questo i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati. Ma ripartiremo”. Nel colloquio Zelensky ha espresso apprezzamento anche per la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, sottolineandone il peso politico nei contesti europeo e transatlantico. “È una leader forte non solo in tutta Europa ma anche a Bruxelles. È una delle voci più esplicite, soprattutto per aiutare l’Ucraina. Oggi bisogna sbloccare i 90 miliardi di assistenza al nostro Paese. Dipende da tante voci e la voce di Giorgia è molto importante per noi. Giorgia Meloni ha buone relazioni con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti devono fare pressione sulla Russia per un cessate il fuoco e poi porre fine a questa guerra. Lo stesso si può dire di Bruxelles”, ha aggiunto nell’intervista. Infine un passaggio sui rapporti con il presidente americano Donald Trump, figura centrale nello scenario politico statunitense e interlocutore rilevante per il futuro sostegno occidentale a Kiev. “Chi ha un rapporto migliore di me con Trump? Penso che abbiamo buone relazioni perché sono una delle poche persone che gli dice quello che pensa. Non ci sono molte persone che possono dire al presidente degli Stati Uniti che non ha sempre ragione. Abbiamo bisogno di supporto dagli Stati Uniti, non solo militarmente. Anche loro hanno bisogno di noi e della nostra esperienza acquisita in questi anni di guerra”.
Aggiornato il 09 aprile 2026 alle ore 16:11
