Mojtaba Khamenei: primo messaggio alla Nazione

È arrivato l’esordio pubblico della nuova Guida suprema iraniana. Con un video messaggio. “Auspico la pace per tutto il popolo iraniano”, è con queste parole che Mojtaba Khamenei ha aperto il suo primo discorso ufficiale alla Nazione, diffuso attraverso la televisione di Stato e letto da uno speaker dell’emittente pubblica. Il nuovo ayatollah, che sarebbe rimasto ferito al volto e alle gambe nel raid israelo-statunitense che ha causato la morte del padre – non si è mostrato ai cittadini iraniani. Il discorso è stato strutturato come un documento programmatico. Secondo quanto riportato dal Guardian, il testo è stato articolato in sette capitoli e affronta diversi nodi centrali: il riferimento al leader martire della rivoluzione, il ruolo del popolo nella difesa del sistema, i compiti delle forze armate, l’azione degli organi esecutivi, la strategia del cosiddetto “fronte della resistenza”, i rapporti con i Paesi della regione e la gestione del confronto con i nemici. Nel passaggio più politico dell’intervento, Khamenei ha rivendicato la tenuta interna del Paese di fronte alle tensioni internazionali. “È stato sventato un tentativo di dividere il nostro Paese”, ha detto il leader iraniano successore di Ali. “Le basi Usa nella regione per controllare Paesi non passano sotto traccia”, ha aggiunto, per poi affermare che “tutte le basi Usa nella Regione vanno chiuse”.

Pur ribadendo una linea di confronto con Washington, la Guida suprema ha sostenuto che Teheran non intende aprire fronti diretti contro gli Stati vicini. “Noi non colpiamo i nostri vicini, ma solo le basi del nemico sul loro territorio”, ha affermato. Particolarmente delicato il passaggio sullo Stretto di Hormuz, nodo strategico del commercio energetico globale. Per Khamenei lo stretto “sarà tenuto chiuso per pressione su nemico”, lasciando intendere la possibilità di utilizzare il blocco delle rotte marittime come leva geopolitica. Il leader iraniano ha inoltre fatto riferimento alla strage delle bambine nella scuola di Minab, definendola “un crimine che non passa sotto traccia” e assicurando che “non rinunceremo a vendicare il sangue dei nostri martiri”.

Parallelamente, alla dimensione politica e militare, la crisi sta producendo effetti sempre più evidenti sul mercato energetico internazionale. “Senza una rapida ripresa dei flussi di spedizione” attraverso lo stretto di Hormuz “le perdite” di petrolio “aumenteranno”. Lo scrive l’Agenzia internazionale per lenergia (Aie) nel suo report mensile. Secondo l’agenzia, il conflitto in Medio Oriente ha già provocato la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale”, costringendo i principali produttori del Golfo a ridurre l’estrazione. Nel documento mensile si stima che la produzione di greggio sia scesa di almeno otto milioni di barili al giorno, con ulteriori due milioni di barili giornalieri di prodotti petroliferi – compresi i condensati – attualmente bloccati. Un volume complessivo pari a circa il 10 per cento della domanda mondiale.

“Il gruppo di coordinamento petrolifero ha avviato una serie di riunioni e ha concluso che da queste discussioni non sono emerse preoccupazioni immediate in materia di sicurezza dell’approvvigionamento. Tuttavia, monitoreremo attentamente la situazione e l’impatto sull’Unione europea in vista di una potenziale interruzione prolungata”. Lo ha dichiarato una portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa. Bruxelles ha ribadito che l’Unione è “pronta ad adottare tutte le misure necessarie in coordinamento con i membri dell’Agenzia internazionale per l’energia. Questa mattina – ha aggiunto – gli Stati membri hanno discusso la proposta dell’Aie di rilasciare le scorte di petrolio. I nostri Stati membri ritengono che si tratti di un’azione volontaria collettiva basata sulle loro circostanze nazionali”. La procedura è già stata avviata. “Gli Stati membri dell’Ue devono notificare all’Aie la loro intenzione in merito a tali rilasci entro le 18 di oggi. Il prossimo gruppo di coordinamento petrolifero si riunirà il 19 marzo e farà il punto sulla proposta dell’Aie e preparerà la prossima riunione dell’Aie che si terrà il 25 e 26 marzo”.

Intanto l’intervento dell’Agenzia internazionale per l’energia sta già influenzando le dinamiche dei mercati. La decisione di svincolare parte delle riserve strategiche globali ha avuto un “forte impatto” sull’andamento dei prezzi, ha spiegato il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, parlando in conferenza stampa a Istanbul. L’agenzia ha raccomandato un rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche internazionali, una misura pensata per attenuare uno degli shock energetici più pesanti dagli anni Settanta e considerata il più grande intervento di questo tipo mai realizzato. “I mercati energetici globali si trovano ora in un punto di svolta critico”, ha sottolineato Birol. Nonostante le tensioni, le quotazioni restano ancora sotto la soglia simbolica dei 100 dollari al barile. Il contratto sul Brent con consegna a maggio registra un rialzo del 4 per cento attestandosi a 96 dollari al barile. Identico incremento per il Wti americano con consegna ad aprile, che sale a 91 dollari. In crescita anche il gas sul mercato di Amsterdam, riferimento per l’Europa: il future sul metano con consegna ad aprile guadagna circa il 2 per cento e si porta a quota 51 euro al Megawattora. Una dinamica che riflette la crescente incertezza energetica legata all’evoluzione del conflitto nella regione.

Aggiornato il 12 marzo 2026 alle ore 15:58