Pare che non lo sappia nessuno. Per Donald Trump è un risultato straordinario. L’intera sua azione è costruita per essere imprevedibile. Psicologia narcisistica, con complessi di inferiorità che si trasformano in egotismo e mania di grandezza, aggressivo e vendicativo. Ha anche smania di arricchimento e accumulo.
LE TERRE RARE
In questi casi è sbagliato andare a cercare secondi fini. Possiamo assumere che il primario interesse del Presidente degli Stati Uniti sia l’arricchimento familiare. Qual è l’attuale asset strategico? Le terre rare. In questo mercato, c’è uno strapotere cinese. Per controbilanciarlo ha provato l’assalto alla Groenlandia, ma si è dimostrato impraticabile. Un intervento in Africa è impensabile.
ALLORA SIA IL PETROLIO
La strategia trumpiana abbandona le terre rare, almeno per il momento, e si concentra sul petrolio. Per i prossimi vent’anni l’oro nero continuerà ad avere un ruolo centrale. Il mondo osserva l’attacco contro il Venezuela. Il rapimento di Maduro porta a miti consigli il partito al governo. Il petrolio venezuelano è entrato nell’orbita di controllo statunitense con Jared Kushner o Barron Trump a giocare un ruolo. Lo schema si può ripeterà nel Golfo Persico. Obiettivo logico è prendere la gestione del petrolio iraniano e mettere lo Stretto di Hormuz sotto il controllo statunitense. Senza alleati, nessuna discussione collegiale a operazione conclusa.
I COSTI DELL’OPERAZIONE MILITARE
Per finanziare le spese militari occorrono soldi subito. I dazi sono stati la risposta. A pagare sono stati i consumatori americani. Che subiscono anche l’inflazione creata da questa scelta. Uno degli obiettivi che si può individuare nella politica economica americana è la riduzione del reddito dei ceti medi e bassi per riportare l’industria sul suolo americano. Accendere l’inflazione è un sistema per ottenere il risultato. Diciamo che è un risultato secondario apprezzabile, per la Casa Bianca.
I CONTI: DARE E AVERE
Se consideriamo che la stima d’incasso per i dazi è di trecento miliardi di dollari e il costo stimato dell’operazione militare in Iran è al momento di novantacinque miliardi di dollari, si può ritenere che l’analisi appena esposta sia credibile. La posta è il controllo sulle maggiori riserve petrolifere mondiali.
PUÒ FUNZIONARE?
Dal punto di vista dell’imprenditore la cosa ha un senso. Oltretutto, le spese sono a carico del bilancio federale, i benefici saranno in buona parte a favore della famiglia del Presidente e della elite al potere, per anni. Possiamo aspettarci anche la creazione di una tariffa per il passaggio nello Stretto di Hormuz, un pedaggio per garantire la sicurezza. Una fonte di reddito impensabile, nel vecchio mondo globalizzato che avevamo.
MA NON FUNZIONERÀ
Il problema maggiore di questa strategia sono la legittimità e il sospetto. Israele ha piena legittimazione ad agire, considerate le minacce del defunto Khamenei e gli attacchi subiti dai proxy iraniani. Netanyahu prima di agire ha consultato anche l’opposizione della Knesset ed ha ottenuto il via libera. Gli Usa no. Trump sostiene giuridicamente l’intervento Usa su un proprio ordine, senza il coinvolgimento del Congresso. Non ha consultato i democratici né i repubblicani. Nessuna notizia agli alleati. Tutti nel mondo ora pensano che gli Usa di Trump potrebbero usare la forza improvvisamente e senza limiti contro chiunque. Questa, per parafrasare Hayek, è la migliore via verso l’isolamento. Se sei imprevedibile, gli altri stanno lontano da te. Il più possibile. Anche perché hai dimostrato di essere pericoloso per la stabilità del mondo. Con questi presupposti, non farei troppo affidamento su eventuali arricchimenti futuri di Jared e Barron.
Aggiornato il 06 marzo 2026 alle ore 11:06
