Gli aerei americani sono stati autorizzati a utilizzare basi francesi in Medio Oriente. È quanto ha reso noto lo stato maggiore francese. Non sono le basi militari francesi in Medio Oriente ad essere state concesse per l’utilizzo da parte di aerei americani, ma la sola base di Istres, nel territorio nazionale. La precisazione è dello stato maggiore francese. Non sono aerei da combattimento ma aerei di appoggio quelli che, secondo quanto confermato a Bfm Tv, sono accettati ad Istres nel quadro di “una procedura di routine della Nato”. Lo stato maggiore precisa che “tenuto conto del contesto, la Francia ha preteso che gli aerei interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Usa in Iran, ma siano utilizzati strettamente per l’appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione”.
Intanto, sono ripresi all’alba i raid israeliani sull’Iran, nel sesto giorno dall’inizio del conflitto. Teheran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. La nave “è attualmente in fiamme” secondo le Guardie rivoluzionarie iraniane che dichiarano di avere il “controllo completo” dello Stretto di Hormuz. Attacchi con droni iraniani sull’aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian, ma l’esercito iraniano smentisce. E mentre cresce il timore di un’escalation del conflitto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas chiede che “in Iran ci sia spazio per la diplomazia”. Appello della Russia perché si crei “un fronte unito per porre fine alla guerra” nel Golfo Persico. Intanto, il Consiglio atlantico si riunisce oggi sulla minaccia iraniana. L’incontro dopo l’episodio di ieri in Turchia, focus sulla difesa missilistica. Telefonata tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni per un sostegno ai Paesi del Golfo e a Cipro. “Impegno per evitare un’escalation in Libano, focus su libertà di navigazione”. L’Iran ha affermato oggi di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, secondo i media statali. “Abbiamo preso di mira il quartier generale dei gruppi curdi che si oppongono alla rivoluzione nel Kurdistan iracheno con tre missili”, si legge in una dichiarazione militare citata dall’agenzia di stampa Irna sul suo canale Telegram. Dall’inizio dell’offensiva israelo-americana contro Teheran, la regione autonoma del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi, è stata bersaglio di attacchi con droni, la maggior parte dei quali è stata intercettata dalle difese aeree.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nelle comunicazioni sull’Iran in aula alla Camera, ha detto che sono “100mila gli italiani coinvolti direttamente o meno dalla crisi in Iran. Tra le varie opzioni abbiamo anche agevolato voli charter speciali in collaborazione con il ministero della Difesa. Proprio questa mattina sono atterrati a Ciampino due di questi voli del comando vertice interforze, partiti da Dubai e Abu Dhabi con altri 200 italiani in condizioni di particolare fragilità. Nei prossimi giorni sono in programmazione ulteriori voli facilitati dal ministero degli Esteri dai Paesi del Golfo, anche con la collaborazione delle compagnie aeree Ita e Neos. È appena partito dalle Maldive uno con circa 320 italiani, tra cui 60 fragili”, ha aggiunto Tajani. “Abbiamo istituito presidi di assistenza con squadre dell’ambasciata, dei consolati in tutti i principali aeroporti e i valichi di frontiera per sostenere i nostri connazionali nei passaggi più delicati”.
Come ha detto Tajani, “siamo l’unico Paese ad avere adottato una misura simile. In parallelo, stiamo assistendo anche i nostri connazionali in difficoltà in altre parti del mondo a causa del gravissimo impatto della crisi sul traffico aereo globale. Stiamo ad esempio aiutando i turisti italiani provenienti dalle Maldive che dovevano transitare per Dubai. Per questo abbiamo organizzato una rete operativa con l’ambasciata a Colombo e a Nuova Delhi. A tutti viene garantito il supporto informativo, logistico e per le necessità più urgenti come il reperimento di medicine salvavita”, concluso il ministro. Come ha riferito il titolare della Farnesina, “il quadro evolve di ora in ora, i rischi sono evidenti e non possono essere sottovalutati. Il Governo continuerà ad impegnarsi in stretto raccordo con i partner europei con i quali sono in costante contatto e con gli attori della regione per allentare le tensioni, prevenire un ulteriore allargamento del conflitto e favorire ogni iniziativa. Ripeto, favorire ogni iniziativa utile alla de-escalation. Restiamo convinti che la via diplomatica, per quanto complessa, sia l’unica in grado di produrre risultati duraturi, anche quando appare fragile. Voglio ribadire in quest’aula: l’Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno”.
Frattanto, l’Iran minaccia l’Europa. “Il silenzio sugli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro Teheran avrà conseguenze per tutti”. È quanto ha sostenuto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, in un’intervista all’emittente spagnola Tve. “Se l’Europa mantiene il silenzio di fronte a questa aggressione al diritto internazionale, tutti i Paesi pagheranno il prezzo prima o poi”, ha affermato, aggiungendo che “coloro che restano in silenzio saranno complici di questa ingiustizia”. Il portavoce ha sostenuto che l’Iran è “vittima di attacchi in una guerra ingiusta”, mossa mentre erano in corso negoziati, e “ha il diritto di difendersi”. E ha accusato gli Stati Uniti di usare Paesi vicini all’Iran come basi logistiche per operazioni militari. “Non attaccheremo alcun Paese della regione, siamo impegnati a mantenere buone relazioni con i nostri vicini arabi musulmani”, ha assicurato Ismail Baghaei. “Ma il problema è che questi territori vengono abusati dagli Stati Uniti per preparare e lanciare attacchi contro l’Iran”, ha aggiunto.
Frattanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua replica alla Camera, dopo le sue comunicazioni sulla crisi in Iran, ha detto che “il raggio di azione e di caos che ha in testa l’Iran dipende dalla lunghezza dei missili di cui può disporre. Anche l’idea che disponesse di armi più potenti ancora e di lunghezze ancora maggiori, potrebbe colpire qualunque cosa nel suo interesse: questo non può che aumentare la preoccupazione ed è il motivo per cui prima ho detto che è aumentato il nostro livello di allerta in coordinamento con i miei altri colleghi, perché in scenari di questo tipo non si possono tenere in conto tutte le considerazioni possibili”. Crosetto ha ricordato che “in questi giorni è stato criticato il Governo Meloni perché non era stata informato, ma nessun governo al mondo. Neppure la più alta catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei. L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota”. Ha sorpreso la replica di Crosetto alle proteste dei parlamentari dell’opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale. “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha detto il ministro della Difesa. “L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”.
Aggiornato il 05 marzo 2026 alle ore 16:45
