Lagarde: si farà da parte per accontentare Macron?

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, avrebbe rassicurato il proprio entourage in merito alle indiscrezioni su un possibile addio anticipato. Secondo quanto riferito da Reuters da Francoforte, citando quattro fonti, Lagarde avrebbe ribadito ai collaboratori di restare pienamente concentrata sul suo incarico e che, qualora decidesse di dimettersi, sarebbero i primi a esserne informati. L’indiscrezione era stata lanciata in esclusiva dal Financial times, secondo cui la numero uno dell’Eurotower starebbe valutando un’uscita prima della naturale scadenza del mandato, fissata a fine 2027. L’ipotesi, secondo il quotidiano londinese, sarebbe legata anche al calendario politico francese: anticipare l’uscita consentirebbe di evitare che un eventuale successo degli euroscettici alle presidenziali possa incidere sulla scelta del prossimo presidente della Bce. Sempre Reuters riferisce che Lagarde avrebbe inviato un messaggio privato ai colleghi più stretti, assicurando che eventuali decisioni verrebbero comunicate direttamente da lei, e non apprese attraverso la stampa.

Sulla questione è intervenuto anche Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo dell’istituto di Francoforte, affermando che “gli interventi pubblici degli ultimi tempi non lasciano presagire alcuna intenzione” di lasciare, aggiungendo che Lagarde “mi pare molto impegnata spingere sull’unione dei risparmi e investimenti, ha appena annunciato l’importante progetto delle repo lines, non mi sembra l’atteggiamento di chi sta facendo le valigie”. Secondo una fonte citata dal Financial times, la banchiera centrale europea vorrebbe offrire al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz la possibilità di influire sulla scelta del successore prima delle elezioni presidenziali francesi dell’aprile prossimo. La Bce, tuttavia, non ha rilasciato commenti ufficiali. Tra i possibili candidati alla successione, gli economisti interpellati dal Ft indicano l’ex governatore della banca centrale spagnola Pablo Hernández de Cos e il presidente della banca centrale olandese Klaas Knot. Il quotidiano segnala inoltre l’interesse manifestato da Isabel Schnabel, attuale membro del board esecutivo di Francoforte, mentre fonti vicine al presidente della Bundesbank Joachim Nagel indicano che anche lui guarderebbe con attenzione alla posizione.

Fonti parigine citate dal Financial times sostengono che Macron – impossibilitato a ricandidarsi per un terzo mandato – desideri da tempo avere un ruolo nella definizione della futura leadership della Bce. Le elezioni presidenziali francesi dell’aprile prossimo vengono descritte come un passaggio cruciale non solo per la seconda economia dell’Eurozona, ma per l’intera architettura dell’Unione. La leader del Rassemblement national, Marine Le Pen, guida stabilmente i sondaggi. Nonostante la condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo – attualmente oggetto di appello – Le Pen ha indicato nel suo delfino Jordan Bardella il possibile sostituto alla candidatura. Entrambi sono noti per posizioni euroscettiche, elemento che potrebbe incidere sui rapporti con istituzioni europee come la Bce. La nomina di Lagarde nel 2019 fu il risultato di un’intesa politica tra Macron e l’allora cancelliera tedesca Angela Merkel: alla guida della Bce sarebbe andata Lagarde, mentre Ursula von der Leyen avrebbe assunto la presidenza della Commissione europea.

Il mese scorso, in un’intervista a Bloomberg Tv, Lagarde ha ricordato di aver accettato l’incarico con l’idea di un mandato quinquennale, affermazione interpretata da alcuni osservatori come un possibile segnale di uscita anticipata. Ha inoltre rievocato un passaggio del dialogo con Macron al momento dell’insediamento: “Sarò a Francoforte per cinque anni. E Macron ha risposto No, per otto anni”. Già nell’estate scorsa, un portavoce della Bce aveva precisato che Lagarde “è determinata a completare il suo mandato (di otto anni)”, dopo che l’ex presidente del World economic forum, Klaus Schwab, aveva riferito di colloqui su una possibile uscita anticipata per guidare il Wef. E lo scorso giugno, dalla sede di Francoforte, la stessa Lagarde aveva tagliato corto: “Mi dispiace dirvi che non state per vedere la mia uscita di scena”.

Aggiornato il 19 febbraio 2026 alle ore 15:43