Un nuovo segnale sulla buona ascendente dei negoziati arriva dal fronte ucraino. L’inviato americano Steve Witkoff ha annunciato il raggiungimento di un’intesa tra Kiev e Mosca per uno scambio di prigionieri che coinvolgerà 314 detenuti, definendolo “il primo scambio di questo tipo in cinque mesi”, come riportano i media internazionali. “Questo risultato – afferma – è stato raggiunto grazie a colloqui di pace dettagliati e produttivi. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, iniziative come questa dimostrano che un impegno diplomatico costante sta producendo risultati tangibili e sta facendo progredire gli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina”. Sul piano politico, resta però centrale il nodo della volontà del Cremlino. “Per la pace in Ucraina manca solo la volontà di Vladimir Putin”, ha dichiarato Mike Pompeo, ex segretario di Stato degli Stati Uniti durante la prima amministrazione Trump, rispondendo a una domanda dell’editorialista de la Repubblica Maurizio Molinari. L’intervento è avvenuto durante la presentazione del suo libro Mai un passo indietro. In lotta per l’America che amo, in corso alla Mole Vanvitelliana di Ancona. “Tutti gli altri sono d’accordo, c’è stato un lavoro fantastico degli europei che hanno fornito supporto – ha aggiunto Pompeo – Zelensky è pronto ad accettare le condizioni, anche se certi territori sono stati presi a seguito dell’aggressione, a fronte di garanzie. Manca l’accordo di Vladimir Putin, che deve smettere di continuare ad ammazzare”.
Intanto emergono nuovi dettagli sui negoziati in corso. Fonti occidentali citate dall’agenzia di stampa russa Tass, a conoscenza dell’andamento dei colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, riferiscono che Mosca considera imprescindibile il riconoscimento internazionale del Donbas come parte integrante della Federazione russa all’interno di un accordo complessivo. “La Russia ritiene molto importante l’aspetto relativo al riconoscimento del Donbas da parte di tutti i Paesi”, ha affermato una fonte della Tass. Secondo l’inviato speciale del Cremlino Kirill Dmitriev, nei colloqui in corso sarebbero emersi “passi avanti positivi”, “nonostante i guerrafondai britannici e dell’Ue stiano cercando di minarli”, come riportato sempre dall’agenzia russa. “Stiamo lavorando attivamente con l’amministrazione Usa per ripristinare le relazioni economiche bilaterali, anche attraverso il gruppo di cooperazione economica russo-americano”, ha aggiunto. I negoziati proseguono anche nella giornata di oggi. “Un segnale di questo progresso è il fatto che i guerrafondai in Europa e nel Regno Unito stanno costantemente cercando di interferire nel processo”, ha affermato Dmitriev. “Più ci sono questi tentativi, più è evidente che ci sono progressi e un andamento positivo in avanti”, ha concluso il negoziatore russo. Secondo Tass, le trattative negli Emirati Arabi Uniti affrontano dossier economici, territoriali e le condizioni per un eventuale cessate il fuoco.
Sul terreno, intanto, la situazione resta critica. “Il ministro dell’Energia è oggi a Kharkiv per attivare al massimo tutti i processi lavorativi nella regione. La situazione a Kiev rimane difficile, e più di 1.100 edifici sono senza riscaldamento. È importante che le persone ricevano tutta l’assistenza necessaria”, ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. “Voglio ringraziare Naftogaz – scrive Zelensky – per il lavoro sul programma dei pacchetti termici: sono già stati distribuiti più di 20mila pacchetti e l’obiettivo generale del programma è di raggiungere i 100mila pacchetti. È importante che le autorità locali nelle comunità e nelle città sostengano questo lavoro delle strutture governative e di Naftogaz. Voglio anche ringraziare il Servizio di Stato per le situazioni di emergenza dell’Ucraina e Ukrhydroenergo per il lavoro degli esperti nella mitigazione delle conseguenze degli attacchi russi: le persone lavorano in qualsiasi condizione e circostanza e ottengono risultati, il che è estremamente evidente. Naturalmente, ci sono state relazioni da tutte le altre regioni, dove la situazione è attualmente difficile. Kiev, Dnipro, Poltava, Chernihiv, Sumy, le città e le comunità delle regioni meridionali, il nostro Zaporizhia, Donetsk – voglio ringraziare tutte le aziende energetiche, ogni persona nelle squadre di riparazione e di emergenza, tutti gli imprenditori che aiutano. In tutta l’Ucraina, le persone lavorano per resistere ora e aiutare chi ha bisogno di supporto. Gloria all’Ucraina”, ha concluso il presidente.
Aggiornato il 05 febbraio 2026 alle ore 16:16
