Ucraina: finita la tregua del gelo

Cinquanta città sono rimaste al buio. È già finita la “treguadel gelo concessa dalla Russia all’Ucraina nello scorso weekend. Prima le strutture energetiche, poi gli agglomerati urbani, e infine la capitale sono tornati sotto le bombe. Kiev è tornata nel mirino dei missili e dei droni russi, durante il massiccio attacco avvenuto questa notte. L’agenzia di stampa ucraina Rbc ha scritto di una sequenza di violente esplosioni che hanno scosso la città dopo l’arrivo, in una prima fase, di diversi sciami di droni, seguiti dal lancio di missili balistici provenienti dalla regione russa di Bryansk. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha segnalato numerose chiamate ai servizi di emergenza nei distretti di Dniprovskyi e Desnianskyi. Secondo l’amministrazione militare della città, diversi sono stati i danni contratti da condomini a più piani. Inoltre, a Dniprovskyi è stata bombardata anche una struttura scolastica. Secondo quanto riportato da Ukrinform, i raid notturni avrebbero causato almeno due feriti. L’offensiva non si è limitata alla capitale. Nella stessa notte sono finite sotto attacco anche Kharkiv e Dnipro. Alle prime luci dell’alba, la Russia ha intensificato i bombardamenti contro le infrastrutture energetiche ucraine, lasciando senza riscaldamento oltre mille palazzi a Kiev, dove le temperature scendono fino a sfiorare i -20 gradi. A dare la notizia, il ministro dello Sviluppo Oleksiy Kuleba: “Il risultato di questi attacchi è che più di 1.100 edifici residenziali sono rimasti senza riscaldamento”. Dopo pochi giorni di tregua, Mosca è tornata a fare ciò che ha sempre fatto, ovvero colpire le abitazioni, il riscaldamento e le condizioni di vita di base dei civili in tutto il Paese.

Attacchi con missili e droni sono stati segnalati anche a Kharkiv, nel nord-est dellUcraina, come riferito dal sindaco Igor Terekhov, citato ancora da Rbc. Il governatore della regione di Dnipropetrovsk ha confermato che anche quest’area è sotto attacco, mentre la difesa aerea è entrata in azione nella vicina regione di Zaporizhzhia. All’alba Kharkiv è stata colpita ripetutamente da missili balistici e le esplosioni sono proseguite per ore. “Il bombardamento di Kharkiv continua da più di tre ore”, ha dichiarato Terekhov, spiegando che le forze russe stanno prendendo di mira in modo mirato le infrastrutture energetiche con l’obiettivo di infliggere il massimo danno possibile e lasciare la città senza riscaldamento nel pieno dell’inverno. I raid hanno costretto allo svuotamento delle tubature, lasciando 820 abitazioni senza riscaldamento.

La Russia pensa alla guerra, non al negoziato. Volodymyr Zelensky ha osservato come Vladimir Putin preferisca la strategia dell’escalation rispetto a qualsiasi prospettiva diplomatica, e il lancio di centinaia di droni e decine di missili sull’ucraina in una sola notte ne è la prova. “Sfruttare i giorni più freddi dell’inverno per terrorizzare la popolazione è più importante per la Russia che ricorrere alla diplomazia”, ha scritto sui social, precisando che le forze russe hanno attaccato con “più di 70 missili in totale, oltre a 450 droni dattacco”. Sempre a Kiev, un attacco notturno ha danneggiato una parte del monumento alla Madre Patria, simbolo dell’era sovietica e memoriale dedicato alla Seconda Guerra mondiale. L’annuncio è arrivato dal ministro della Cultura ucraino. “È un gesto simbolico e cinico: lo Stato aggressore colpisce un luogo che ricorda la lotta contro l’aggressione nel XX secolo, ripetendo i suoi crimini nel XXI secolo”, ha scritto la ministra della Cultura Tetyana Berezhna attraverso i suoi canali social.

Aggiornato il 03 febbraio 2026 alle ore 11:17