Venezuela: la svolta dell’oro nero

Una telefonata, poi una firma, e in Venezuela cambia tutto. La presidente Delcy Rodríguez ha promulgato la riforma della Legge sugli idrocarburi, aprendo formalmente il settore petrolifero alla partecipazione di investimenti privati ed esteri e attenuando il tradizionale controllo statale chavista. Un passaggio maturato dopo un colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che Rodríguez ha definito un “salto storico”, sottolineando come “il Venezuela sta compiendo passi importanti” per il rilancio di un comparto strategico, da anni piegato dal crollo della produzione, dalle sanzioni internazionali e dalla cronica mancanza di capitali. Nelle stesse ore, dalla Casa Bianca, il commander-in-chief annunciava la riapertura dello spazio aereo sopra il Paese sudamericano: “Abbiamo informato la presidente ad interim del Venezuela che riapriremo lo spazio aereo sopra il Paese”, ha dichiarato Trump presiedendo una riunione di governo.

Nella notte italiana, l’Assemblea nazionale venezuelana ha approvato in seconda lettura la riforma che segna un’inversione di rotta rispetto alla linea di rigido controllo statale imposta dal chavismo, al potere da oltre un quarto di secolo. Il testo, licenziato a maggioranza dal Psuv – il Partito socialista unito del Venezuela fondato da Hugo Chávez – è entrato in vigore con la promulgazione della presidente de facto Delcy Rodríguez, come riferiscono i principali media locali. L’approvazione arriva a poche settimane dall’operazione militare statunitense che, il 3 gennaio scorso, ha portato alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro. Si tratta della prima revisione organica del quadro normativo del settore dal 2007: la riforma riduce sensibilmente il perimetro dell’intervento pubblico nella gestione dei giacimenti e introduce strumenti come l’arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie sugli investimenti, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la produzione e attrarre capitali esteri in un Paese tra i più ricchi al mondo di risorse energetiche.

Sul fronte operativo, Caracas ha inoltre annunciato che nelle “prossime ore” effettuerà la sua prima esportazione di gas, un passaggio storico per l’industria energetica nazionale. A renderlo noto è stata la stessa Rodríguez durante una manifestazione con i lavoratori del settore nella capitale, all’indomani dell’ok parlamentare e della firma alla riforma della Legge organica sugli idrocarburi, pensata per incentivare l’ingresso di capitali privati e internazionali. “La nave è già in Venezuela e la vedremo salpare nelle prossime ore. Condividerò quel momento con il nostro popolo”, ha dichiarato la presidente in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato Vtv, senza fornire dettagli sull’operazione né indicare la destinazione del carico. La dirigente chavista ha aggiunto che la prima esportazione di gas renderà “molto orgogliosi” tutti i venezuelani. Due settimane fa il governo aveva annunciato la firma di un accordo per la commercializzazione del gas, senza specificarne i termini, mentre in precedenza Rodríguez aveva comunicato la sottoscrizione del primo contratto per l’esportazione di gas liquefatto (Lpg), indicandolo come un passaggio chiave nella strategia di trasformare il Venezuela in un attore rilevante anche nel mercato del gas.

Aggiornato il 30 gennaio 2026 alle ore 13:17