Sospensione dell’accordo Ue-Mercosur al Parlamento europeo

Il rinvio alla Corte di giustizia europea e la possibilità di unentrata in vigore provvisoria a marzo

In qualità di avvocata con esperienza nel Parlamento italiano e con una profonda attività nel campo delle relazioni internazionali, seguo da vicino i negoziati commerciali che plasmano il futuro dei rapporti tra l’Unione europea (Ue) e il Mercosur. Il recente accordo firmato il 17 gennaio 2026 ha rappresentato una svolta storica, ma si trova già ad affrontare sfide significative. In questo articolo analizzo la sospensione parziale presso il Parlamento europeo, le prospettive di applicazione provvisoria e il contesto geopolitico, evidenziando gli impatti per Brasile, Argentina e altri Paesi del blocco sudamericano.

FIRMA STORICA E PRIMI OSTACOLI

Dopo oltre 25 anni di intense negoziazioni, l’Accordo di associazione tra Ue e Mercosur è stato finalmente firmato ad Asunción, in Paraguay, dando vita a una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, che coinvolge circa 700 milioni di consumatori. Da ex parlamentare, considero questo risultato una vittoria diplomatica, soprattutto in un contesto di crescenti tensioni globali. L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi sul 92 per cento delle esportazioni del Mercosur verso l’Europa, con benefici per settori quali agricoltura, servizi e appalti pubblici. Tuttavia, solo quattro giorni dopo la firma, il 21 gennaio 2026, il Parlamento europeo ha votato per il rinvio del testo alla Corte di giustizia dellUnione europea (Cgue). Tale decisione sospende la ratifica definitiva per un periodo compreso tra un anno e mezzo e due anni, durante i quali la Corte valuterà la compatibilità dell’accordo con le norme ambientali, agricole e con i trattati dell’Ue. Le critiche provengono soprattutto da Paesi come Francia, Austria, Irlanda, Polonia e Ungheria, preoccupati per le importazioni a basso costo di carne, soia e zucchero, che potrebbero danneggiare gli agricoltori europei. Questa sospensione riflette le divisioni interne all’Ue, dove interessi nazionali e ambizioni globali entrano in conflitto.

IL RUOLO DELLA CGUE NELLA SOSPENSIONE PARZIALE E LE IMPLICAZIONI GIURIDICHE

Il rinvio alla Cgue non è un mero atto formale, ma una misura cautelare che potrebbe ridefinire l’accordo. Come avvocata internazionale, ritengo che l’attenzione si concentrerà sulle clausole ambientali – come l’impegno verso la deforestazione zero – e su quelle agricole, per garantire che il patto non violi il green deal europeo. Tale analisi potrebbe portare a emendamenti o persino a una bocciatura parziale, prolungando l’incertezza. Per il Mercosur ciò significa un periodo di attesa, ma non una paralisi totale. Paesi come Brasile e Argentina, che accolgono favorevolmente l’accordo, dovranno seguire attentamente l’evoluzione del processo, poiché eventuali modifiche potrebbero incidere sulle principali esportazioni. Raccomando ai governi sudamericani di rafforzare il dialogo bilaterale per mitigare i rischi, evitando che le preoccupazioni europee si trasformino in barriere insormontabili.

PRESSIONI PER L’APPLICAZIONE PROVVISORIA

Nonostante l’ostacolo rappresentato dalla Cgue, vi è una forte pressione per un’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale. Diplomatici dell’Ue indicano che alcune parti del patto potrebbero entrare in vigore già a marzo 2026, a condizione che il primo Paese del Mercosur ratifichi la propria parte. La Commissione europea, sostenuta da Paesi come la Germania, difende questa strategia per evitare ritardi e contrastare il protezionismo statunitense e cinese. Leader come Ursula von der Leyen e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sottolineano l’urgenza di un’applicazione rapida. In qualità di esperta di diritto internazionale, considero questa una strategia giuridica solida: gli accordi commerciali dell’Ue ricorrono spesso all’applicazione provvisoria per garantire benefici immediati, mentre le questioni più sensibili vengono risolte successivamente. Per il Mercosur, ciò rappresenta un’opportunità di ottenere vantaggi economici anticipati, come un maggiore accesso ai mercati europei e la promozione della crescita nei settori industriale e agricolo.

OTTIMISMO NEL MERCOSUR E DIVISIONI NELL’UE

L’accordo Ue-Mercosur emerge anche come risposta diretta ai dazi imposti da Donald Trump negli Stati Uniti, incentivando la diversificazione delle partnership commerciali. Nel Mercosur prevale un clima di ottimismo: i governi di Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay celebrano il patto come un volano per leconomia regionale. Le proteste degli agricoltori francesi mettono in luce le divisioni all’interno dell’Ue, ma la Commissione europea continua a spingere per l’avanzamento dell’accordo, soprattutto dopo la conclusione di un importante patto con l’India il 27 gennaio 2026, segnale di una strategia orientata a nuovi accordi globali. Questa dinamica riflette un mondo multipolare, nel quale l’Ue ricerca una maggiore autonomia strategica. In quanto italo-brasiliana, sostengo che l’accordo rafforzi i legami culturali ed economici, promuovendo sostenibilità e innovazione condivisa.

(*) Ex parlamentare italiana e avvocata internazionale

Aggiornato il 28 gennaio 2026 alle ore 12:09