Il 9 gennaio scorso, gli ambasciatori dei paesi dell’Unione europea, riuniti nel Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) a Bruxelles, hanno approvato a maggioranza qualificata l’autorizzazione alla firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur. Questa decisione rappresenta un avanzamento monumentale dopo oltre 25 anni di negoziati complessi e intermittenti, segnando la fine di una fase politica iniziale e aprendo le porte a una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, che abbraccia circa 780 milioni di consumatori e un Pil combinato in grado di ridefinire la mappa economica globale. In qualità di ex parlamentare italiana eletta in America del Sud e di avvocata specializzata in diritto internazionale, ho seguito da vicino questo processo. Ho assistito alle sfide, alle resistenze e alle opportunità che questo accordo comporta, soprattutto per le comunità italo-brasiliane e per il rafforzamento delle relazioni tra l’Italia e l’America Latina. In questo articolo analizzo gli sviluppi recenti, gli impatti attesi e i prossimi passi, sulla base della mia esperienza nei negoziati internazionali e nella difesa di un’integrazione economica sostenibile ed equa.
IL PERCORSO VERSO L’APPROVAZIONE
L’accordo è stato politicamente concluso nel dicembre 2024, ma ha affrontato rinvii successivi a causa di opposizioni interne all’Ue. La Francia, capofila della resistenza, ha votato contro, accompagnata da Irlanda, Polonia, Austria e Ungheria, spinte da preoccupazioni legate al settore agricolo europeo. I timori di concorrenza sleale per prodotti come carne bovina, zucchero ed etanolo del Mercosur hanno generato proteste degli agricoltori in diversi Paesi. L’Italia, inizialmente esitante, ha cambiato posizione dopo intense negoziazioni, risultando decisiva per il raggiungimento della maggioranza qualificata (15 Paesi rappresentanti almeno il 65 per cento della popolazione dell’Ue). La Commissione europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha offerto concessioni cruciali per rendere possibile l’approvazione: meccanismi di salvaguardia più robusti, incluso un “freno di emergenza” per sospendere le importazioni in caso di perturbazioni del mercato; garanzie di finanziamenti aggiuntivi per gli agricoltori tramite la Politica agricola comune, con un fondo di crisi di 6,3 miliardi di euro; e adeguamenti tariffari per prodotti come i fertilizzanti. Queste misure mitigano i rischi e bilanciano gli interessi, dimostrando che il dialogo può superare le divisioni.
L’approvazione avviene in un contesto geopolitico teso, segnato da tensioni commerciali globali – come i dazi imposti dagli Stati Uniti e la dipendenza dalla Cina – che rende l’accordo strategico per diversificare le partnership. Per il Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) si tratta di un’opportunità di accesso preferenziale al mercato europeo, con una riduzione dei dazi stimata in circa 4 miliardi di euro annui per le esportazioni.
BENEFICI STRATEGICI
Dal punto di vista economico, l’accordo promette di rafforzare il commercio bilaterale, che già supera i 100 miliardi di euro all’anno. Per l’Ue significa maggiori esportazioni di prodotti industriali, come automobili, macchinari, vini e formaggi, mentre il Mercosur guadagna competitività nelle commodity agricole e minerarie. Si stima che il trattato possa generare fino a 2 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti nei prossimi anni, stimolando investimenti in innovazione e sostenibilità. In quanto italo-brasiliana, sottolineo gli impatti per le comunità transnazionali. Milioni di discendenti di italiani in Brasile e in America del Sud beneficeranno di flussi migratori facilitati, cooperazione in ambito educativo e riconoscimento delle qualifiche professionali. In Italia, dove vivo e opero, l’accordo rafforza i legami culturali ed economici, aprendo opportunità per imprenditori brasiliani – si pensi a start-up della bioeconomia amazzonica che si integrano nelle reti italiane dell’innovazione. Inoltre, clausole ambientali rigorose, allineate all’Accordo di Parigi, incentivano pratiche sostenibili, contrastando la deforestazione e promuovendo la bioeconomia, un tema che difendo da anni nei forum internazionali. Tuttavia, permangono delle sfide. Gli ambientalisti criticano i potenziali impatti sull’Amazzonia ed è essenziale monitorare il rispetto degli impegni, come la tracciabilità dei prodotti agricoli. La Francia ha già segnalato opposizione alla ratifica, il che potrebbe prolungare il processo per anni.
PROSSIMI PASSI
La presidente von der Leyen si è recata in Paraguay, attuale presidente pro tempore del Mercosur, per firmare l’accordo. Questa cerimonia simbolica segna l’inizio della fase di attuazione, ma il trattato non entrerà immediatamente in vigore. È necessaria la ratifica del Parlamento europeo, dei parlamenti nazionali dei 27 Paesi dell’Ue e dei membri del Mercosur. Gli analisti prevedono che l’applicazione completa possa richiedere fino a due decenni in alcuni settori, sebbene disposizioni provvisorie possano accelerare i benefici iniziali. In qualità di avvocata internazionale, raccomando che governi e società civili diano priorità alla trasparenza e al dialogo per superare le resistenze. In Brasile, dove opero tramite l’Istituto cittadinanza italiana, vedo un grande potenziale per un’azione di advocacy a favore di un’integrazione che avvantaggi le Piccole e medie imprese, e non solo le grandi corporazioni.
IL FUTURO DELL’ACCORDO
In un mondo polarizzato, l’Accordo Ue-Mercosur non è solo commerciale: è una dichiarazione di principi democratici e multilaterali. Si contrappone all’isolazionismo, promuovendo una globalizzazione inclusiva. Per Italia e Brasile, Paesi uniti da legami storici e da milioni di immigrati, rappresenta un’opportunità di ridefinire il commercio globale con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’equità.
(*) Ex-parlamentare italiana e avvocato internazionale
Aggiornato il 13 gennaio 2026 alle ore 15:06
