Usa-Venezuela, il futuro passa dall’oro nero

Il segretario di Stato Marco Rubio ha riferito che il governo venezuelano ad interim, guidato da Delcy Rodríguez, sta collaborando sul dossier delle due petroliere sequestrate e intende includere il carico di greggio nell’intesa in fase di definizione, chiedendo che “faccia parte dell’accordo”, nonostante una delle navi, la Marinera, risulti attualmente vuota. Una disponibilità che si inserisce in un quadro politico controllato da Washington: la Casa Bianca ha infatti ribadito, senza ambiguità, che le decisioni dell’Esecutivo provvisorio “sono dettate dagli Stati Uniti”. Dopo un briefing a porte chiuse con alcuni senatori a Capitol Hill, Rubio ha inoltre delineato l’architettura del piano per il dopo-Maduro, articolato in tre fasi successive per il Paese: stabilizzazione, ripresa e transizione. Parallelamente, la Casa Bianca ha confermato la linea espressa da Donald Trump sulla questione elettorale, sottolineando che “è ancora troppo presto”.

Sul piano economico, Trump ha chiarito attraverso il suo social Truth i termini del nuovo rapporto commerciale con Caracas: Il Venezuela “acquisterà solo prodotti americani con i soldi che riceverà dal nostro nuovo accordo sul petrolio. Gli acquisti includeranno, fra l’altro, prodotti agricoli, medicinali, e apparecchiature per migliorare la rete elettrica e gli impianti energetici”. Un’impostazione che, nelle parole del presidente statunitense, sancisce una scelta strategica precisa. “In altre parole, il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti come suo principale partner. Una scelta saggia”. Sul fronte interno venezuelano, intanto, emergono i primi segnali di repressione sotto la nuova gestione ad interim. Le autorità hanno arrestato due fratelli, entrambi agricoltori, accusati di aver celebrato la caduta di Nicolás Maduro sparando colpi in aria. Secondo l’Ong Foro Penal, i due uomini, di 64 e 65 anni, sono stati fermati nella cittadina rurale di o Negro dopo essere usciti di casa “in stato di ebbrezza”, aver esploso colpi con i loro fucili da caccia e aver deriso alcuni vicini identificati come chavisti, che li hanno successivamente denunciati.

Gli arresti Seguono la proclamazione dello stato di emergenza, dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Maduro. Il decreto amplia in modo significativo i poteri delle forze di sicurezza e introduce sanzioni penali per chi sostiene, giustifica o celebra pubblicamente l’intervento americano in territorio venezuelano. Il caso dei due fratelli rappresenta così uno dei primi episodi di repressione documentati da quando Delcy Rodríguez ha assunto l’incarico di presidente ad interim. Nelle stesse ore sono stati segnalati “movimenti insoliti” e uno smantellamento di uffici all’interno di El Helicoide, uno dei principali centri di detenzione di Caracas, noto per le torture e sede del Sebin, il servizio di intelligence interno. A riportarlo è il media all news Versión Final, che cita il giornalista Jesús Medina Ezaine. Secondo le informazioni diffuse, sarebbe in corso un’operazione condotta con estrema discrezione su ordine diretto del Palazzo di Miraflores, con istruzioni impartite al generale Rubén Santiago, direttore della Polizia nazionale bolivariana e responsabile della custodia del complesso.

L’operazione includerebbe il trasferimento di oltre 20 veicoli mediante l’uso di gru e il progressivo sgombero di diverse aree ancora operative, comprese alcune collegate a corpi investigativi. Le rigide misure di sicurezza e il sistema di sorveglianza totale che circondano l’area hanno impedito di ottenere immagini delle operazioni. Al momento non vi sono conferme ufficiali su eventuali trasferimenti o liberazioni di detenuti. Secondo Alejandro Hernández, direttore del portale La Gran Aldea, i traslochi riguarderebbero esclusivamente gli uffici della Polizia nazionale bolivariana e non le sezioni del complesso in cui sono reclusi i prigionieri politici.

CHI SONO I “COLECTIVOS” CHE TERRORIZZANO IL VENEZUELA

Con il termine colectivos si indicano gruppi paramilitari armati venezuelani di estrema sinistra che sostengono il governo bolivariano, l’alleanza politica del Grande polo patriottico (Gpp) e il partito di governo Psuv. I loro affiliati sono spesso visibili armati con fucili dassalto di tipo Ak-47 provenienti da stock militari venezuelani, tra cui modelli MPi-KMS-72 della Germania orientale che il Venezuela avrebbe ricevuto da Cuba alcuni anni fa. Alcune formazioni dispongono tuttavia di armamenti più moderni, come gli Ak-103, resi accessibili dopo che alcune armerie delle Forze armate nazionali bolivariane (Fanb) sono state messe a loro disposizione in seguito all’arresto di Maduro e alla successiva proclamazione della legge marziale. I colectivos operano in coordinamento con i militari, la Guardia nazionale bolivariana (Gnb), l’intelligence militare (Dgcim) e il servizio di intelligence interno (Sebin), svolgendo un ruolo di fatto nel controllo del territorio e nell’imposizione dell’ordine statale. Noti per pratiche di intimidazione sistematica, alcuni gruppi si finanziano attraverso canali illegali. Human rights watch li ha definiti “bande armate che usano la violenza impunemente” per perseguitare e molestare gli oppositori politici del governo venezuelano.

Aggiornato il 08 gennaio 2026 alle ore 14:35