
Il primo ministro del Governo degli Houthi in Yemen, Ahmed al-Rahawi, è stato eliminato in un raid delle Forze di difesa israeliane di ieri. La notizia è stata diffusa dal canale televisivo yemenita Al-Jumhuriya, ripreso dal Times of Israel, che precisa come al-Rahawi si trovasse in un appartamento nella capitale Sana’a al momento dell’attacco. Il quotidiano Aden Al-Ghad aggiunge che il premier ribelle è stato colpito insieme a diverse altre persone. Secondo il quotidiano, l’operazione che avrebbe portato alla sua morte è distinta dal bombardamento israeliano avvenuto sempre ieri contro un gruppo di ministri dell’amministrazione Houthi, tra cui il titolare della Difesa, riuniti in una località fuori dalla capitale per seguire un discorso del leader filo-iraniano Abdul Malik al-Houthi. Sull’esito di quest’ultimo attacco non sono emersi dettagli, mentre il movimento sciita non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. L’esercito israeliano si è limitato a confermare di aver “colpito un obiettivo del regime terrorista Houthi a Sana’a” senza ulteriori precisazioni.
I raid hanno interessato anche la capitale yemenita, colpendo un’area nei pressi del complesso presidenziale e un edificio nella zona sud della città, secondo quanto riferito da residenti a Reuters. L’azione arriva a quattro giorni dall’ultima operazione israeliana contro Sana’a, condotta in risposta al lancio di missili da parte degli Houthi verso Israele. Si tratta di un nuovo capitolo nella lunga sequenza di scontri che, da oltre un anno, vede contrapposti lo Stato ebraico e i miliziani yemeniti, protagonisti soprattutto di attacchi alle rotte commerciali del Mar Rosso come gesto di solidarietà con Gaza. Missili lanciati verso Israele sono stati in gran parte intercettati dalla difesa aerea, mentre la risposta israeliana ha preso di mira diverse aree sotto controllo Houthi, incluso il porto strategico di Hodeidah.
GAZA CITY: DA OGGI “ZONA DI GUERRA”
La tensione resta altissima anche nella Striscia di Gaza. L’esercito israeliano ha annunciato oggi la revoca della sospensione temporanea delle operazioni nella zona della capitale, affermando che “a partire da oggi, alle ore 10, la pausa tattica locale delle attività militari (per la distribuzione degli aiuti) non si applicherà all’area di Gaza City, che costituisce una pericolosa zona di combattimento”. In un messaggio diffuso su Telegram, le Idf hanno ribadito che continueranno “a sostenere gli sforzi umanitari, parallelamente alle manovre e alle operazioni offensive in corso contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza, al fine di proteggere lo Stato di Israele”. Contestualmente, le forze israeliane hanno annunciato il recupero a Gaza del corpo di Ilan Weiss, ostaggio ucciso durante l’attacco del 7 ottobre 2023, e dei resti di un altro prigioniero in fase di identificazione. Weiss, 56 anni, fu ucciso mentre difendeva il kibbutz Be’eri come volontario della squadra di pronto intervento. Il suo corpo era stato portato a Gaza subito dopo l’attacco. Secondo le autorità israeliane, nelle mani dei gruppi armati palestinesi restano ancora 48 ostaggi, di cui 20 ritenuti vivi. Nella notte, la Striscia è stata sottoposta a pesanti bombardamenti. Droni, artiglieria e caccia hanno colpito ripetutamente la parte settentrionale di Gaza, in particolare l’area di as-Sudaniya, lungo la strada costiera nei pressi di Beit Lahiya. Lì si sono riversati migliaia di civili in fuga dai quartieri nord-orientali di Gaza City, candidando la zona a diventare il nuovo epicentro della crisi umanitaria.
Aggiornato il 29 agosto 2025 alle ore 14:43