Pioggia di missili su Kiev, decine di vittime

Quasi 630 tra droni e missili sono stati lanciati sull’Ucraina. E si aggrava il bilancio dell’attacco aereo russo che nella notte ha colpito Kiev. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dal capo dell’amministrazione militare della capitale, Timur Tkachenko, i morti sarebbero almeno 18, tra cui quattro minorenni. Nel quartiere Darnitsky proseguono le operazioni di soccorso e i vigili del fuoco lavorano senza sosta tra le macerie di un edificio residenziale completamente sventrato. La capitale è stata colpita duramente: oltre agli edifici civili, i raid hanno danneggiato la sede della missione diplomatica dell’Unione europea e gli uffici del British Council, provocando un’immediata condanna internazionale. Un centinaio di persone hanno trovato riparo nei rifugi sotterranei della metropolitana, molte con sacchi a pelo, altre accompagnate dai propri animali domestici. L’attacco, partito alle tre del mattino, è tra i più gravi dall’inizio del conflitto, secondo solo a quello del 31 luglio che costò la vita a oltre 30 persone, inclusi cinque bambini.

Le autorità ucraine parlano di impatti in oltre 20 località della capitale; nella zona orientale un edificio di cinque piani è stato raso al suolo. Mosca, tuttavia, rivendica di aver colpito “con successo” esclusivamente “obiettivi militari”. Tra le vittime accertate ci sono tre bambini di due, sette e 17 anni. I feriti sarebbero almeno 45, mentre tre persone sono state estratte vive dalle macerie. Il sindaco Vitali Klitschko ha proclamato per domani una giornata di lutto cittadino. A Roma, l’attacco ha avuto immediate conseguenze politiche. Palazzo Chigi ha convocato d’urgenza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e al ministro della Difesa Guido Crosetto. “Ennesimo attacco russo nella notte sull’Ucraina con droni e missili che hanno provocato morti innocenti e danneggiato alcuni edifici, tra cui quello della Delegazione Ue. Esprimo il mio cordoglio a tutto il popolo e la mia vicinanza alle istituzioni dell’Unione europea per questo grave atto di violenza”, ha scritto Meloni su X. “Il Governo italiano è in prima linea per raggiungere una pace giusta e duratura, per garantire la sicurezza dell’Ucraina e di tutti i cittadini europei”, ha aggiunto.

La condanna europea è stata unanime. Il premier britannico Keir Starmer ha parlato di un “attacco insensato”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha definito le azioni di Mosca come “terrore e barbarie”. “L’attacco che ha colpito nelle immediate vicinanze della rappresentanza della nostra Unione – ha dichiarato Ursula von der Leyen – è un altro triste promemoria della posta in gioco”. La presidente della Commissione europea ha annunciato inoltre la “massima pressione sulla Russia”, anticipando che “presto” sarà presentato il 19° pacchetto di sanzioni.

IL SUMMIT DI VENERDÌ TRA USA E KIEV

Il capo dello staff presidenziale ucraino, Andriy Yermak, ha confermato che il piano di sicurezza sarà al centro del colloquio previsto venerdì a New York con l’inviato speciale americano Steve Witkoff. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Yermak sarà accompagnato dal capo del Consiglio di Sicurezza nazionale, ed ex ministro della Difesa, Rustem Umerov. Il progetto prevede per l’Europa la costituzione di quattro o cinque brigate “fornite dalla Coalizione dei volenterosi”, mentre Washington dovrebbe garantire “strumenti strategici” a protezione delle forze, contribuendo così a uno scudo aereo. Tuttavia, il Financial Times riferisce che alcuni membri dell’amministrazione Trump, tra cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, mostrano scetticismo rispetto a garanzie di sicurezza postbelliche, temendo che ciò possa trascinare gli Stati Uniti in un conflitto diretto con la Russia. Una posizione in continuità con la cautela già espressa dall’amministrazione Biden, che fin dall’inizio della guerra aveva escluso un coinvolgimento diretto.

Resta aperta la questione delle regole dingaggio, ossia fino a che punto le brigate europee e lo scudo americano potranno intervenire in caso di nuovi attacchi russi. A questo proposito, Giorgia Meloni, parlando ieri al Meeting di Rimini, ha ribadito che “la proposta italiana” basata sul modello dell’articolo 5 della Nato è “la principale sul tavolo”. “Penso che dobbiamo esserne fieri”, ha aggiunto. Il riferimento è alla clausola del Patto atlantico secondo la quale un attacco contro uno degli alleati viene considerato un’aggressione a tutti i membri, prevedendo anche l’uso della forza armata in risposta. Intanto, sul fronte diplomatico, Volodymyr Zelensky ha nominato l’ex vicepremier Olga Stefanishyna nuova ambasciatrice dellUcraina negli Stati Uniti, considerata una delle protagoniste dell’accordo sulle terre rare con Washington. Il presidente ucraino ha poi accusato Mosca di inviare “segnali negativi” sul processo di pace, ricordando i raid che nelle ultime ore hanno causato tre morti nella regione di Kherson e nuovi danni alle infrastrutture energetiche. Secondo Kiev, circa 100mila famiglie sono rimaste senza elettricità nel nord-est del Paese.

Il Ministero della Difesa russo ha infine rivendicato la conquista del villaggio di Leontovichi, nella regione di Donetsk, a ridosso della città strategica di Pokrovsk, ulteriore fronte caldo del conflitto in corso.

Aggiornato il 28 agosto 2025 alle ore 16:12