Germania: “Pronti ad autorizzare Polonia a inviare i Leopard”

Berlino apre all’invio dei carri armati Leopard all’Ucraina. La Germania ha annunciato che è pronta ad autorizzare la Polonia a fornire i tank tedeschi Leopard a Kiev. “Se ci verrà posta la richiesta, allora non ci opporremo”, ha riferito la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock alla televisione francese Lci, dopo il vertice tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi. “Per il momento la domanda non è stata posta” dalla Polonia, tenuta a fare richiesta ufficiale a Berlino, ha comunque evidenziato Baerbock. “Sappiamo quanto siano importanti questi carri armati ed è per questo che ne stiamo discutendo ora con i nostri partner”, ha aggiunto. L’apertura della Germania giunge dopo che nel 333° giorno della guerra, da Mosca lo speaker della Duma russa Viacheslav Volodin ha evocato durissime ritorsioni per il sostegno militare occidentale all’Ucraina, soprattutto in caso di invio dei tank.

“La fornitura di armi offensive a Kiev porterebbe a un disastro globale”, ha inveito il presidente della Camera bassa russa. “Se Washington e i Paesi della Nato inviano armi da impiegare per attaccare città pacifiche o per tentare di occupare le nostre terre, una minaccia che è stata fatta, questo provocherebbe una reazione con l’uso di armi ancora più potenti”. La decisione tedesca sui Leopard della Polonia arriva dopo giorni di stallo sulla questione dei carri armati tanto richiesti dalle forze ucraine per ottenere un chiaro vantaggio offensivo sugli invasori. E giunge a conclusione di una giornata in cui, dopo aver promesso “tutto il sostegno necessario” a Kiev, da Parigi il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha difeso la cautela sulla fornitura dei tank, sottolineando che “il modo in cui noi abbiamo agito in passato è stato sempre in stretto coordinamento con i nostri amici ed alleati, e continueremo ad agire in funzione della situazione concreta”. Intanto, anche il presidente francese Emmanuel Macron entra nella partita delle armi pesanti, “non escludendo” la fornitura di carri armati Leclerc a Kiev: “Ho chiesto al ministro della Difesa di lavorarci su”, ma in ogni caso “è qualcosa che si valuta tutti insieme”, ha spiegato.

Le parole dei due leader fanno eco alle ultime dichiarazioni del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, che annunciando l’intenzione di visitare l’Ucraina “probabilmente entro le prossime quattro settimane”, ha ribadito il “dialogo molto stretto con i partner internazionali, soprattutto con gli Stati Uniti” sulla questione dei Leopard. Secondo il settimanale Der Spiegel, alla fine Berlino potrebbe trasferire 19 tank Leopard 2A5 all’Ucraina, tra quelli attualmente utilizzati come mezzi di addestramento e destinati allo smaltimento se non inviati a Kiev. Il governo ucraino resta ottimista, perché “per salvare la nave globale, aspettare non funzionerà”, ha incalzato il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak. L’annuncio di Berlino è una risposta alle parole del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki che aveva chiesto “una dichiarazione chiara” di Berlino per autorizzare i Paesi che dispongono di Leopard tedeschi ad inviarli a Kiev – prima tra tutte Varsavia – definendo “inaccettabile” l’atteggiamento della Germania. E in favore di Kiev insiste anche Londra, che dopo aver consegnato gli elicotteri Sea King vorrebbe “vedere gli ucraini equipaggiati con cose come il Leopard 2”, sono state le parole del ministro degli Esteri James Cleverly. A testimoniare il sostegno britannico all’Ucraina è anche l’ex premier Boris Johnson, che in una visita a sorpresa a Kiev da Volodymyr Zelensky ha chiesto di mandare al Paese in guerra “tutti gli strumenti necessari” per battere la Russia.

Con il dibattito concentrato sulle nuove forniture di armamenti, è sparita quasi del tutto la parola ‘pace’ dalle bocche di entrambi gli schieramenti, mentre Mosca ha alzato ancora i toni con il falco Dmitri Medvedev che ha parlato di un Occidente pronto a “sbranare” la Russia e “distruggerla all’infinito”. Da Kiev, il presidente Zelensky sostiene intanto che l’Ucraina “riuscirà a vincere la guerra nel 2023”, sottolineando che questo dipenderà anche “dall’aiuto dei partner” ed escludendo qualsiasi vittoria parziale: “Riconquisteremo sicuramente tutto”. Sul terreno intanto la guerra non conosce tregua, facendo strage delle truppe di entrambi i fronti: in quasi un anno di invasione, i combattimenti hanno provocato quasi 180mila tra morti o feriti nell’esercito russo e 100mila in quello ucraino, senza contare i 30mila civili uccisi, secondo le stime fornite dal capo dell’esercito della Norvegia. Lo stato maggiore ucraino ha ribadito che “gli sforzi principali del nemico sono concentrati sulla conduzione di un’offensiva nella direzione di Bakhmut”, mentre Kiev ha smentito le rivendicazioni russe sul fronte di Zaporizhzhia.

Ucraina, Borrell: “Oggi nessuna decisione sui tank a Kiev”
Josep Borrell smentisce la linea tedesca sull’invio dei tank a Kiev. L’Alto rappresentante della politica estera Ue arrivando al Consiglio affari esteri di Bruxelles, è stato netto. “Oggi – ha detto – non prenderemo nessuna decisione sulla nuova tranche di aiuti militari all’Ucraina nel quadro dello European Peace Facility, ma spero di raggiungere un’intesa politica. A Ramstein si sono prese decisioni molto buone, ci sono stati risultati concreti e poi ogni Paese decide a livello nazionale: la Germania si è impegnata molto nei confronti dell’Ucraina e non si deve parlare solo dei carri armati. Certo, il presidente Zelensky li chiede, ma ci sono idee diverse all’interno degli Stati membri e oggi ne parleremo” ha aggiunto Borrell chiarendo che oggi sarà affrontata anche la questione del decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia”.