Gustavo Petro è il nuovo presidente colombiano

Il 19 giugno è una data che i colombiani non scorderanno tanto facilmente. Ieri è stato eletto per la prima volta alla presidenza un leader di sinistra, Gustavo Petro, 62 anni, ex guerrigliero. Sia lui che il suo diretto avversario, Rodolfo Hernandez, sconfitto di misura domenica scorsa, si proponevano fautori di un nuovo ordine per la Nazione sudamericana. I due non avevano niente in comune, se non il fatto di incarnare in modi diametralmente diversi la rottura con la politica tradizionale. Dopo aver vinto con il 50,57 per cento dei voti, Petro è pronto a entrare nella Casa del Nariño scommettendo su percorsi nuovi, sconosciuti, ma anche contraddittori con un “pizzico” di ambiguità, che hanno – per ora – entusiasmato la maggioranza dei colombiani.

“Giorno di festa per il popolo. Che festeggia la prima vittoria popolare. Che tante sofferenze siano attutite dalla gioia che oggi inonda il cuore della patria. Questa vittoria è per Dio e per il popolo e la sua storia. Oggi è la giornata delle strade e delle piazze”. Ha scritto così in un tweet il nuovo presidente della Colombia, esprimendo tutta la sua gioia per il risultato ottenuto. La vittoria di Gustavo Petro non fa altro che confermare uno spostamento a sinistra di tutta l’America Latina, in un quadro dove anche le relazioni con Washington, secondo le nazioni sudamericane, devono essere prossime al cambiamento, con una rivalutazione degli accordi di commercio bilaterali.

Petro, nel suo primo discorso alla nazione, ha dichiarato che tutti i membri dell’opposizione saranno accolti al palazzo presidenziale “per discutere i problemi della Colombia”. E poi: “Da questo Governo che sta nascendo – ha continuato – non ci sarà mai persecuzione politica o legale, ci sarà solo rispetto e dialogo”. Inoltre, ha aggiunto che ascolterà non solo chi ha alzato le armi ma anche “quella silenziosa maggioranza di contadini, indigeni, donne, giovani”. Ciò che è cambiato è la mutazione dell’idea di sinistra nell’immaginario collettivo dei colombiani. Negli ultimi 60 anni, infatti, solamente i gruppi di guerriglia armata che terrorizzavano le campagne erano dichiaratamente di sinistra. Non esisteva una sinistra democratica. La stessa che, ieri, è stata scelta per traghettare il Paese in uno dei momenti più delicati della sua storia. Guidata, poi, da un ex guerrigliero.