Sri Lanka: l’ex premier non può lasciare il Paese

Mahinda Rajapaksa, l’ex premier dello Sri Lanka, non può lasciare il Paese. È stato un tribunale a deciderlo. Il divieto è stato allargato a suo figlio Namal e a 15 suoi alleati. La decisione all’indomani delle violenze di polizia verso i manifestanti anti-governativi. Le forze dell’ordine sono autorizzate dal ministro della Difesa ad aprire il fuoco su chiunque venga scoperto a danneggiare proprietà pubbliche o a causare danni. Il presidente Gotabaya Rajapaksa, fratello minore di Mahinda, sta dispiegando in tutta la nazione decine di migliaia di soldati per far fronte alle manifestazioni del popolo, che fino a pochi giorni fa sono sempre state pacifiche e ordinate.

La situazione di profonda crisi economica e sociale vissuta dall’Isola deriva da anni di malgoverno da parte della famiglia Rajapaksa, ed è stata esasperata dalla pandemia di Covid-19, dall’inflazione e dal rincaro energetico dovuti alla guerra tra Russia e Ucraina. Il carattere particolarmente “familiare” di questa Repubblica presidenziale ha fatto sì che non ci sia stato un cambio alla guida del Governo dalle dimissioni di Mahinda. Il fratello, per via della situazione di emergenza, ha preso le redini dello Stato. In questo preciso momento le contestazioni di piazza del popolo cingalese hanno preso un carattere violento. Uomini e donne esasperati dal carovita e dalla poca reperibilità dei beni primari hanno preso d’assalto la residenza dell’ex premier.

Per ora è difficile prevedere gli sviluppi futuri. Se da una parte lo Stato ha dichiarato di non poter ripagare il debito estero, dall’altra il leader dell’opposizione, Sajith Premadasa, si è offerto per formare un nuovo Governo. Anche il politico però è stato preso d’assalto dai manifestanti anti-sistema ed è stato costretto a mettersi in salvo. Diverse sono state le abitazioni di politici vittime di efferatezza da parte dei riottosi, i quali sono stati respinti con proiettili e gas lacrimogeni. Otto le vittime delle violenze degli ultimi giorni, almeno 65 le case danneggiate, 41 delle quali sono state bruciate, 88 i veicoli dati alle fiamme. I responsabili del principale ospedale della capitale hanno detto di avere curato 219 feriti dopo gli scontri del 9 maggio.

Oltre al divieto di auto-esiliarsi di Mahinda Rajapaksa, c’è stata la richiesta del magistrato della capitale Colombo di indagare sugli scontri tra polizia e manifestanti.