Ucraina, Stoltenberg: “Sanzioni se Russia usa ancora la forza”

Jens Stoltenberg non nasconde la propria preoccupazione. Il rischio di un’invasione russa dell’Ucraina è assolutamente concreto. Per il segretario generale della Nato, “se la Russia usa di nuovo la forza contro l’Ucraina, sarà un errore strategico e avrà gravi conseguenze in termini sanzioni politiche, economiche e finanziarie”, ma non si scenderà in guerra. Lo dice Stoltenberg in un’intervista a Repubblica. “Noi – aggiunge – continueremo a sostenere l’Ucraina e sappiamo che Kiev è molto più capace di difendersi ora rispetto al 2014. Le sue forze sono meglio addestrate e meglio equipaggiate. Poi, naturalmente faremo ciò che è necessario per assicurare la nostra presenza”. L’Ucraina “è un partner di grande valore. La aiutiamo nel diritto fondamentale all’autodifesa. Diamo il nostro supporto, in particolare Usa, Regno Unito e Turchia, nella fornitura di attrezzature e nell’addestramento. Ma Kiev non è un alleato della Nato. L’impegno a difendere tutti gli alleati vale solo per gli alleati”. Le discussioni nei negoziati con la Russia “sono state difficili. Loro hanno sollevato i loro problemi di sicurezza, noi le nostre preoccupazioni. Siamo molto distanti. Il confronto è stato aperto e franco”.

La Nato ha proposto altri incontri “e spero che accettino di continuare. Abbiamo bisogno di dialogo quando le tensioni sono così alte”. L’Ucraina ha già chiesto l’adesione alla Nato “e abbiamo deciso di lavorarci. Di sostenerla nelle riforme, nella modernizzazione delle forze armate secondo i nostri standard”. I russi vorrebbero “un accordo vincolante che impedisca l’allargamento della Nato. Sarebbe una violazione dei nostri principi sull’autodeterminazione dei popoli”. Ucraini, finlandesi o svedesi “devono avere il diritto di decidere da soli se e quando aderire. I russi non possono interferire. Vogliono ristabilire una sorta di influenza riservata alle grandi potenze. Ma questa non è l’Europa in cui vorrei vivere. Gli stati europei sono liberi e indipendenti”. Anche in Kazakistan “la Russia cerca in un certo senso di ristabilire la sua sfera di influenza – commenta – Siamo molto preoccupati. È importante che i diritti umani siano rispettati, compreso il diritto di manifestare pacificamente”.