Nessuna comprensione, ma occhio per occhio con i vandali
Foto: Ansa

Sassolini di Lehner

All’attenzione dei buonisti e dei cattocomunisti, voi che siete sabotatori naturali, nonché immarcescibili registi del tramonto della liberaldemocrazia e dell’Occidente. Voi, tarati di ipocrisia, che, a furia di comprendere e giustificare, avete tollerato le occupazioni delle fabbriche, le settimane rosse, le violenze socialcomuniste, gli omicidi di chi faceva come in Russia, gli espropri proletari, le bombe e le centinaia di vittime degli anarchici, il teppismo rivoluzionario, sino al punto da offrire solide ragioni ai fascisti, favorendo, così, vent’anni di dittatura, elevata, grazie a voi, a speranza per un’Italia tranquilla, pacifica e ordinata. Madre Historia insegna che cattobuonisti e bolscevichi ci prepararono, magari inconsapevolmente, ma da cretini militanti, fascismo e nazismo. Voi, del resto, già catto-cannucce al vento, strada facendo, comprendeste sino in fondo e perveniste alle origini della violenza soreliana, finanche dell’olio di ricino e del manganello, associandovi alle camicie nere, addirittura alle leggi razziali. Mussolini lo definiste “Uomo della Provvidenza”, pur di godere tutti i vantaggi della nomenklatura fascista.

Oggi, senza vergogna, reiterate i vostri crimini parolai in foggia di sociologia da avanzi di sacrestia o di Frattocchie. Voi esortate, spaparacchiati sulle poltrone dei vostri salottini buoni, addirittura sui sofà istituzionali, a capire, a ripartire dalle origini, a razionalizzare gli abissi del subconscio collettivo fautore dell’assalto eversivo e distruttivo, a psicanalizzare i vandali analfabeti che mettono a ferro e fuoco le città. I lavoratori terrorizzati e purtroppo inermi – se reagissero, non mancherebbe un magistrato lesto ad incolparli – dei negozi devastati e rapinati, non meritano la vostra comprensione. Voi vi sforzate di compenetrare soltanto l’animo dei delinquenti antisistema. Ebbene, sappiate che giorno verrà nel quale ragione e buon senso prevarranno.

Quel dì, senza aver sprecato neppure un secondo per comprendere le antiche radici del teppismo contemporaneo, noi cartesiani che dubitiamo e pensiamo, perciò siamo, ci faremo responsabilmente carico di gettar giù dalla Rupe Tarpea, quella di Roma, non quella dei Michele Serra che la collocano a Sparta, legati insieme ai casseurs ed agli islamici, anche voi buonisti malati di molliccio comprendonio. A furia di corbellerie perdoniste, ci state riavvicinando alla Bibbia, cioè alla funzione morale e rigeneratrice dell’occhio per l’occhio, del dente per dente. Quindi, nessuna comprensione, bensì tanta Rupe Tarpea.

Aggiornato il 21 ottobre 2026 alle ore 10:02