Escatologia sciita? No, soltanto scatologia
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Sassolini di Lehner

Una ragazza di 23 anni, Najmeh Amini, è stata condannata a morte con l’accusa di insulto al profeta.

Sarebbe doveroso, perciò, insultare a sangue tutti i profeti della sinistra accoglionista, i medici che falsificano le diagnosi a favore dei clandestini, i vandali pro-Pal, i fanatici della Global Sumud Flotilla, i multiculturalisti senza cultura, gli idioti della “tavola inclusiva”. A Pordenone e provincia, ad esempio, non viene più servito il maiale nelle mense scolastiche, proprio per non insultare lo stomaco del profeta.

Ebbene, nessuno di questi ipocriti e tantomeno quegli italioti già sottomessi al presunto “Er Più” − Islam significa, appunto, sottomissione a quello che è meglio di tutti − ha proferito verbo, né organizzato cortei per salvare la vita alla giovane Najmeh, colpevole di laicità e di vera emancipazione femminile. Zitte e mute pure le cosiddette femministe, che maleodorano di altri “ismi”.

Ebbene, nella stagione nella quale va di moda dare dello scemo del villaggio globale a Donald Trump, l’unica vera imperdonabile colpa del presidente americano è quella di aver smesso di bombardare l’Iran imbarbarito e retrocesso agli australopitechi dal khomeinismo, dalla teocrazia, dalla disumanità scimmiesca precedente l’Età della Pietra.

Suvvia, Donald, fallo per Najmeh e per tutte le donne persiane torturate, incarcerate, condannate a morte in onore dell’imam Mahdi per spingerlo a tornare sulla Terra a combattere il Male.

Suvvia, Donald, distruggi l’orrore e la puzza della polizia morale.

L’escatologia che uccide le fanciulle non annuncia la fine del mondo e il destino ultimo dell’umanità.

Annuncia scatologicamente quanto la fede accecata faccia affondare gli esseri umani in un mare di merda e sangue.

Aggiornato il 16 ottobre 2026 alle ore 10:12