Il 7 ottobre è diventata la Festa dell’antisemitismo di sinistra
La locandina del documentario “We will dance again”

Perché l’11 settembre diventasse la festa dell’antiamericanismo ci sono voluti svariati anni. E oggi il misfatto è compiuto, a 25 anni di distanza, con l’elezione di un sindaco islamico e antisraeliano a New York. Perché invece il 7 ottobre del 2023 diventasse la festa dell’antisemitismo globale, per lo più di sinistra e islamista, sono bastati pochi giorni.

Già all’epoca, infatti, a un giorno o due da quella strage di ebrei innocenti seconda solo alla Shoà del secolo scorso, scendevano in piazza studenti e sindacati per fermare il “genocidio in Palestina”.
Ancor prima che Israele iniziasse la campagna per liberare gli ostaggi − quasi 300 − che Hamas si era portato a Gaza dopo l’eccidio. Nascondendoli per lo più in tunnel ma anche in case di compiacenti “civili”, medici, ingegneri, insegnanti e anche cosiddetti giornalisti.

Da quel momento è iniziata un’altra strage: quella delle menzogne antisemite e antisraeliane, culminata nei 25 minuti di applausi per il film Naza al Festival di Venezia. Un film cui gli uomini dell’esercito più morale del mondo hanno risposto in tutte le maniere ma non riuscendo mai a sfondare il muro di pregiudizio sapientemente costruito dal movimento pro-Pal nel mondo per lo più guidato da Hamas e dai paesi che lo hanno sponsorizzato come Qatar e Turchia.

Ieri sera mentre mi accingevo a scrivere sulla terza, cioè l’ennesima (inutile?) commemorazione dell’eccidio del 7 ottobre 2023 mi è arrivato un vocale quasi liberatorio su whatsapp. Era il mio giovane e forse ingenuo amico Franco che mi raccontava di essere stato trascinato a vedere Naza dai suoi coetanei “de sinistra” e che ci era andato per non sentirsi escluso.

Però Franco, che è più intelligente della media, lo aveva trovato una boiata pazzesca, a tratti “toccante”, ma chiaramente artefatto. E mi domandava cosa ne pensassi. E che je potevo dire?
I giovani a volte per non sentirsi esclusi dalla comitiva di cui fanno parte si fanno trascinare a fare cose ben più gravi di vedere un film di pura propaganda che fra parentesi è anche una mezza cagata. Ma che, con la pubblicità ben orchestrata che ha avuto, sta addirittura diventando un successo di cassetta. Poi dicono perché la gente non va più al cinema: a forza di trucchi ideologici lo spettatore quando si risveglia dall’ipnosi capita pure che si incazzi.

Sia come sia, alla vigilia del terzo anniversario della strage del Nova festival e dei kibbutzim, in Italia (e in buona parte dell’Europa) Prime Video non rende ancora disponibile un vero documentario, We will dance again, che invece sarà trasmesso stasera su una rete Mediaset. O che ci si può scaricare clandestinamente come si fa con tanti altri prodotti su internet.

Una volta la subcultura terroristico rivoluzionaria che veniva chiamata “controcultura” era quella che circolava sottobanco. Oggi la verità e le ragioni di uno Stato, democratico e civile, come Israele, sono diventate una vergogna per le piattaforme video e per le tv, e circolano a loro volta in maniera semi clandestina.

Il rovesciamento che sembra ormai irreversibile della logica, della buona fede e del buon senso (travolto dal senso comune come nella Colonna infame di manzoniana memoria) condannano i ragazzi gentili ingenui come Franco a confidarsi in maniera segreta con gli adulti per esprimere giudizi negativi su film come Naza. Perché se lo facessero con la comitiva, con il “branco ideologico”, cui sono costretti ad accompagnarsi, rimarrebbero inesorabilmente isolati.

Certo ci sta ancora chi crede nei dibattiti in tv e nei convegni, che sempre più assomigliano all’uno contro tutti inventato da Maurizio Costanzo. Oppure ci si riunisce tra di noi, ultimi mohicani, per darsi ragione a vicenda ma senza che si possa smuovere una singola ferrea convinzione di chi si è fatto ipnotizzare dalla sinistra filo Hamas.

Per cui che dire? Rassegniamoci a sentire straparlare di “genocidio” da trasmissioni da lavaggio del cervello come è diventata ad esempio la compianta Hollywood party su Radio tre. Rassegniamoci a equazioni come sionismo uguale nazismo e attendiamo che il Signore degli Eserciti venga in nostro soccorso come fece con Davide contro Golia.

Aggiornato il 07 ottobre 2026 alle ore 10:40