Sassolini di Lehner
Non è più con noi Patrizia Caselli, straordinaria donna capace di amare profondamente un grande uomo, un indimenticabile leader sconfitto, perseguitato, massacrato, diffamato, sino alla barbarie della incessante deturpante gogna mediatica.
E, infine, proditoriamente assassinato.
Ogni notte, Bettino mi chiedeva il favore di accompagnarlo davanti ad un villino pochi chilometri fuori Hammamet. Non mi disse mai chi fosse l’ospite, giacché sapeva che io sapevo o, almeno, intuivo.
Lo aspettava Patrizia Caselli, che lo amava con tutta l’intensità di cui è capace una donna perdutamente innamorata.
Craxi, devastato dal diabete, non era certamente più un amante gagliardo, visto che quel maledetto malanno si accanisce proprio e soprattutto sulla virilità, eppure Patrizia attendeva con ansia l’arrivo di Bettino, il suo drudo arrancante con la gamba devastata e squarciata, col quale, in luogo dell’Eros impossibile, scambiava per un paio d’ore tenerezza, affetto, premure, dolcezze e passionalità verbali. Lo amò e fu riamata, come e più di Abelardo ed Eloisa.
Rimase in quel villino ad attendere Bettino, privilegiando la poesia del sentire profondo, senza pensare alla prosaica carriera in tv, alla visibilità ed al successo gettati nel cestino.
Fui, insomma, fortunato testimone di un amore travolgente e disinteressato, donato a Bettino da una donna tanto bella, quanto di cuore immenso.
Dopo la morte di Bettino, la incontrai a Roma.
Ci abbracciammo, lacrimando, come due orfani.
Addio cara Patrizia, tu hai elevato, col tuo magnifico esempio, un monumento all’eterno purissimo femminino regale.
Aggiornato il 10 giugno 2026 alle ore 15:13
