Sassolini di Lehner
Non merito di diventare santo subito, né a futura memoria. Ho con premeditazione peccato spesso e volentieri. Inoltre, ho difficoltà a credere agli dei, da Giove sino al Creatore. Roberto D’Agostino dice d’essere apparso, presso Goldman Sachs, a George Soros e, in quel di Bruxelles, a Mario Draghi, eppure non credo neanche al miracoloso Roberto. Non sono ateista, teista o deista, però, rimango scettico financo davanti a Bianca Berlinguer ed a Tiziana Panella. Diffido pure dei “Donat” e di quanti hanno spiato per il Sole dell’Avvenire splendente sul gulag. In verità, non credo neanche a me stesso. Anzi, a volte mi bestemmio da solo. Non credo a niente, dunque, figuriamoci se potrei mai affrancarmi dall’agnosticismo totale, sostenibile, circolare e resiliente. Tuttavia, sento il dovere di rispettare chi possiede il calore della fede, sia pure con qualche eccezione, vedi gli adoratori di Chillullah. Essendo romano de Roma, non posso non onorare, pur non credendola, Sancta Romana Ecclesia, musa ispiratrice della splendida Seconda Roma, degna continuatrice della Prima. Perciò, a tempo perso, mi impegno a difenderla dai luterani invasori, dagli eversori interni, dagli oltraggiosi scherzi da prete.
Trombato dallo Spirito santo, che non l’ha voluto sul soglio di Pietro, il cardinale Matteo Zuppi seguita, purtroppo, a professare l’eresia bergoglista fondata sulla blasfema correzione di Vecchio e Nuovo Testamento. Accorro, perciò, in soccorso dei veri cattolici, i quali non riscrivono le parabole e non correggono il Supremo scrittore o gli evangelisti. In ultimo, il cardinale, già fautore di più moschee per tutti, glissando sulle sacre scritture, tanto per insaporire di sacro l’ennesimo materialistico comizio, afferma che Dio rifiuta la guerra. Non è vero. L’Altissimo, semmai, rifiuta, sino a trombarli, gli aspiranti pontefici di scuola gesuitico-argentina. A parte il Dio biblico notoriamente bellicoso e più volte belligerante, lo stesso Gesù, il pacioso per antonomasia, quando c’era da menare, menava di brutto. Tocca ormai a noi agnostici, rispettosi dei testi evangelici, l’onere di evidenziare la serie continua di strafalcioni del pretume post-cattolico.
Ebbene, pur presentandosi come pacifista, buono e mite, addirittura pronto a porgere l’altra guancia, Gesù non fu esente da scatti d’iracondia fino alla soglia del quanno ce vò ce vò. Ad esempio, reagì rabbioso e violento. peggio di un bullo, quando vide mercanti intenti agli affaracci loro dentro il Tempio di Gerusalemme. Gesù in veste di aggressore è ben delineato nel Vangelo di Giovanni (2,15). Il cardinal Matteo, invece di frequentare i cattivi informatori in eterna campagna propagandistica, potrebbe dare un’occhiata al suddetto vangelo, dove sta scritto: “Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi”.
Insomma, Gesù a colpi di frusta condusse una guerra totale contro i mercanti profanatori. Le guerre più o meno sante sono sempre esistite molto prima di Papa Giulio II, che attraverso le armi estese il potere temporale, scudo fondamentale per l'indipendenza, l'autonomia e l’autorità della Chiesa cattolica. Gli ortodossi, che preferirono la spiritualità alla spada, finirono nelle mani degli zar, di Iosif Stalin e, oggi, di Vladimir Putin. I cattolici alla Giulio II, invece, costrinsero a Canossa gli imperatori. Al pontefice guerriero e gran mecenate i romani debbono il rinascimento creativo, architettonico, estetico e lo splendore urbanistico della Città eterna, mentre l’intera umanità gli deve, fra i molti altri, i capolavori di Raffaello Sanzio e di Michelangelo Buonarroti. Guerre e guerrieri sono, dunque, parte della tradizione giudaico-cristiana.
Infine, da volterriano militante rivolgo una preghiera ai preti: abbiate un po’ di rispetto per il vostro Datore di lavoro, non dategli del tu e non attribuitegli le vostre ridicole smanie. Insomma, manipolate pure gli ingenui Pasquale e Concetta, ma l’Altissimo, che esista o no, di sicuro non si chiama Pasquale o Concetta. E non vota per nessuno, non per Donald Trump o Benjamin Netanyahu e tantomeno per Kamala Harris o Ilaria Salis.
Aggiornato il 14 maggio 2026 alle ore 09:12
