Sassolini di Lehner
Il popolo sovrano ha deciso. La Costituzione non si tocca, salvo che per isterie qualunquistiche e antipolitiche, tipo riduzione del numero dei parlamentari. Silvio Berlusconi si rivolta nella tomba, visto che la rivoluzione liberale è di nuovo rimandata sine die. Addio al gratta e vinci. È Gratteri e perdi. La nostra Carta la definiscono la più bella del mondo, benché un esimio garante come il fu presidente Oscar Luigi Scalfaro, irretito da mani pulite, l’abbia spesso calpestata e oltraggiata. Purtroppo, troppi non sanno che alcune parole fondamentali della Carta bellissima furono dettate da Iosif Stalin al socialcomunista Lelio Basso, che fu ben retribuito dal Pcus come se quel singolo scriba fosse un partito politico. Per la diligenza nella prova di dettato, lo scolaro Lelio si meritò 500mila dollari una tantum (oltre 112 milioni di lire, cifra enorme in quegli anni, se raffrontata allo stipendio mensile di un operaio – da 10 a 13mila lire – o di un parlamentare – circa 37 mila lire). Quanti stipendi da 10, 13, 37mila lire mensili sarebbero serviti per arrivare a più di 112 milioni?
In seguito, Basso, uno degli artefici della “grande bellezza” costituzionale, fu assoldato dal Kgb col nome di battaglia di “Libero” e, quindi, rifinanziato insieme ad altri scissionisti dal Psi, per far nascere il Psiup. Soldi, soldi, soldi sovietici per far grandi e numerose le sinistre italiane. Conoscenza o sconoscenza della nostra storia repubblicana, di sicuro resta l’influenza sull’opinione pubblica dei milioni di dollari provenienti dall’Urss e dai Paesi satelliti. Quella cascata di denaro – va riconosciuto – fu utilizzata sapientemente dalla filiale italiana del Pcus, per determinare allucinazioni, miopie, strabismi, insomma per condizionare il modo di mettere a fuoco la realtà e il tifo politico. Nel 1948, infatti, se avessero votato solo gli uomini, avrebbe largamente vinto il Fronte popolare. Fortuna che le donne, allora immuni dal femminismo, scelsero la libertà. L’eterno femminino regale, altro che il credulone rincretinito patriarcale, ci salvò dalla sovietizzazione. L’efficacia propagandistica, indi, crebbe a dismisura.
Basti ricordare l’esser riusciti a criminalizzare l’anticomunismo, sino al punto di farlo assimilare al golpismo e al neofascismo (vedi la persecuzione giudiziaria di una medaglia d’oro della Resistenza come il liberale Edgardo Sogno). Essere anticomunisti divenne di fatto una fattispecie di reato duramente sanzionato dal codice penale. Esprimere antisovietismo finì per suonare come parolaccia, una sorta di turpiloquio eversivo, anzi grave attentato verbale alla ragion pratica costituzionale. Romolo Mangione, valente giornalista socialdemocratico, vero antifascista, essendo anticomunista, fu esposto al pubblico ludibrio, per aver, con le sue domande (“Come mai il Pci condannò l’uccisione del primo ministro del Congo Patrice Lumumba e non del primo ministro ungherese Imre Nagy a Budapest nel 1956? Per un partito che oltre ad essere afroasiatico ancor prima dovrebbe essere europeo”) messo in difficoltà Palmiro Togliatti.
Contando sull’ignoranza indotta dal virus, coltivato alle Frattocchie e nelle Botteghe Oscure, ormai penetrato profondamente anche nella grande stampa cosiddetta “borghese”, Togliatti cercò di ammutolire Mangione, che aveva accennato alla dittatura rosso-poliziesca in Polonia, dandogli del somaro, visto che dimostrava di non sapere due lampanti dati:
1) Non esisteva un partito comunista in Polonia;
2) Il governo di Varsavia era pluralista, avvalendosi anche del “Partito dei contadini”.
La tragica storia della Polonia, però, ci rammenta quanto l’abilità di Palmiro fosse condita di falsità, omissioni, ipocrisia, frode:
1) Vero che il Partito comunista polacco non c’era. Nel 1938, il Komintern ne decise la sparizione, con tanto di assassinio dei suoi componenti, dai dirigenti sino ai quadri intermedi. Proprio Togliatti fu tra i firmatari del decreto di eliminazione politica e fisica dei compagni polacchi, colpevoli d’essere in gran parte israeliti, ergo ostili a futura memoria al possibile Patto Molotov-Ribbentrop;
2) Vero, il Partito dei contadini, noto per allearsi con chicchessia pur di stare al governo, fu alleato e gregario del Partito operaio unificato polacco – il Poup prese il posto del Kpp, evitando la K evocante le migliaia di comunisti ammazzati dai comunisti – così come, oggi, appoggia Donald Tusk e, domani, qualsiasi altro partito di governo.
Alla fine, benché i dollari del Pcus non ci abbiano mai ingrassato, verrebbe quasi voglia di arrendersi e associarsi agli esteti estasiati dalla Costituzione, compreso soprattutto il comma stalinista. Tuttavia, la conoscenza della Historia e la religione della libertà ci obbligano a resistere, criticare, contestare, distinguere e non esternare banalità conformi e sciocchezze. No, la nostra Costituzione, carente perché solo in parte scritta da Iosif Stalin, non è la più bella, essendo assai inferiore a quella sovietica del 1936, magistralmente redatta interamente da Baffone. Era esteticamente falsa e bugiarda, tant’è che precedette il terrore manipulitista e le stragi del 1977-1978, ma talmente rosea, da promettere il nuovo paradiso terrestre. Il 22 e il 23 marzo 2026, dunque, ci ribadiscono che lo stalin-conservatorismo vive e lotta con noi. Amen.
Aggiornato il 25 marzo 2026 alle ore 09:37
