Lo stupratore contro la riforma Nordio

Sassolini di Lehner

Egregia Enotria, un tempo splendida vigna di uve, oggi, di acini inguinali, mi presento: sono un clandestino islamico pluralista, ergo mi diletto nel commettere reati multipli, variegati e continuati, dallo spaccio allo stupro, talvolta da solo, più spesso in gruppo. 

Giorgia Meloni, nemesi femminista, come Oriana Fallaci, non indossa ḥijāb o chador, denotando in tal modo, insostenibile carenza di multiculturalismo.

Di contro, alle compagne Federica Mogherini, Laura Boldrini, Debora Serracchiani, non si inchina davanti alle guide spirituali specializzate nel macellare donne e bambine.

Meloni, anzi, si ostina a non includere gli stupratori, essendo pure allergica all’accoglionismo totale ed a tutti i George Soros del globo. 

Ecco perché tentò di inviarmi in Albania nel Cpr di Gjadër, trampolino per il rimpatrio. Fortuna che la vostra giustizia, intonando Falce e Pisello, considerò, in base al classico testo giuridico “Dei delitti e del pene”, le violenze carnali, se reiterate da clandestino, azioni irrilevanti o kulturali.

Non solo la Toga amica ha bocciato il mio trasferimento in Albania, ma potrebbe addirittura stabilire per me un congruo risarcimento a carico dei contribuenti italiani, famigerati bischeri residenti nella Enotria, ormai ridotta a vigna di racemi testicolari.

Non essendo ingrato deviato e neppure cesso o bidet ˗ così definisce chi vota “Sì” il maleducato Giovanni Bachelet ˗ ma soltanto delinquente bio-sostenibile, farò campagna resiliente per il “No”.

Aggiornato il 06 marzo 2026 alle ore 10:25