Evviva l’esproprio proletario

Dunque, dopo la sequela di provvedimenti che di liberale hanno ben poco, il Governo di destra si permette il lusso di violare i principi costituzionali, oltre a quelli del buon senso, introducendo dal giorno alla notte una feroce tassa retroattiva del 40 per cento ai danni delle banche. Misura ovviamente molto popolare, soprattutto dove alberga l’atavica e spesso socialmente distruttiva invidia sociale.

Si tratta di un prelievo a mio avviso indifendibile, soprattutto da parte di chi si riempie la bocca di principi liberali che, all’occorrenza, poi vengono sacrificati sull’altare di presunti interessi collettivi. In sostanza, molti pseudo liberali stanno giustificando questa sorta di esproprio proletario con l’obiettivo di redistribuirne i proventi alle fasce più deboli della popolazione. Ebbene, tutto questo al mio Paese si chiama socialismo. L’attuale direttore di Libero, Alessandro Sallusti, è arrivato a definire questo pasticciaccio brutto di natura fiscale una “minirivoluzione liberale”. In effetti, è una piccola rivoluzione quella che stabilisce la facoltà di un Esecutivo di stabilire quale sia il tetto massimo agli utili di una impresa, attraverso l’abominevole concetto dei cosiddetti extraprofitti, ma di stampo chiaramente vetero-marxista.

Come diceva Marco Pannella, i principi sono importanti perché da essi iniziano i fondamenti del vivere civile, e dunque non possono essere violati impunemente da qualunque maggioranza per fare cassa o/e per acchiappare qualche consenso in più. In questo caso, non è accettabile che un Governo che si definisce liberale imponga in modo retroattivo una tassazione a chiunque, banche o non banche. Quest’ultime, vorrei segnalare, per le quali non nutro alcuna particolare simpatia, già pagano una aliquota maggiorata del 3,5 per cento dell’Imposta sui redditi delle società. Ma a parte ciò, anche l’idea di ridurre le tasse imponendo altre tasse, con cui si sta giustificando la citata misura, non ha mai funzionato e, in questo caso, il suo costo finirà per essere scaricato sulle spalle dei correntisti delle stesse banche, secondo una prassi consolidata nei moderni sistemi economici.

Inoltre, i plausi incondizionati provenienti dal Movimento Cinque Stelle, dal Partito Democratico, dalle frange più radicali della sinistra, da gran parte dei sindacati e dai giornali tradizionalmente ostili alla destra, dovrebbe far riflettere i promotori di questa iniziativa e i loro entusiastici opinionisti di area. D’altronde, la differenza tra un commentatore politicamente orientato, ma tendente a analizzare criticamente i fatti, e un propagandista si manifesta chiaramente in simili frangenti. Infatti, solo un propagandista può arrivare a sostenere in toto una misura che era presente nel programma elettorale dei grillini, la quale apre la strada ad altre analoghe iniziative da parte dei “Robin Hood” di Governo. Tant’è che il ministro del Mady in Italy, Adolfo Urso, ha già messo nel mirino le aziende petrolifere. Penso che ne vedremo delle belle.

Aggiornato il 11 agosto 2023 alle ore 09:48:54