Sub Iudice

Raggiungere il quorum costituzionale per validare i referendum popolari che si terranno il prossimo 12 giugno è un imperativo assoluto per chi ha a cuore una giustizia giusta.

Una tra le tante tragedie che hanno dovuto affrontare gli italiani che sono incappati nelle maglie della giustizia ha trovato soluzione nella giornata di giovedì 26 maggio.

Pierluigi De Paolis, noto e stimato dottore commercialista di Roma, e l’avvocato Sergio Usai sono stati assolti dopo circa 10 anni di calvario con formula piena “per non aver commesso Il fatto”.

Il dottor De Paolis è stato coinvolto in una nota vicenda giudiziaria che ha riguardato la sezione fallimentare del Tribunale di Roma. La sua colpa? Aver effettuato una consulenza tecnica che è risultata ineccepibile per il collegio giudicante. Ci sono voluti ben 10 anni. Chi ripagherà le sue sofferenze?

De Paolis è un appassionato lettore del nostro quotidiano, anche per il fatto che la linea editoriale del compianto direttore Arturo Diaconale e proseguita dall’attuale direttore è sempre stata improntata al garantismo a tutto tondo. Ha sentito il bisogno di contattarmi per manifestare il suo sentimento “di gioia, per l’assoluzione piena, ma anche di rabbia per i danni economici e morali che ho dovuto sopportare”.

La fortuna ha voluto che la moglie e la famiglia hanno saputo fare quadrato attorno al professionista. Come al solito, quando è scoppiato il caso che coinvolgeva l’ex giudice del Tribunale fallimentare di Roma, la dottoressa Chiara Schettini, i giornali hanno dato alla vicenda un ampio risalto.

De Paolis mi riferisce che oggi, invece, “per trovare il mio nome collegato alla notizia dell’assoluzione ho dovuto scorrere gran parte dell’articolo”, aggiungendo che “mi consola il fatto che un quotidiano locale ha raccolto le dichiarazioni degli avvocati che mi hanno assistito”; i quali hanno dichiarato, appena emessa la sentenza, che “l’assoluzione con formula piena restituisce al dottor Pierluigi De Paolis la dignità professionale e morale e significato e valore al termine giustizia”.

Un’altra, tra le tante, motivazioni per andare a votare i referendum.