Votiamo i referendum

Lunedì 9 maggio è stato pubblicato, sul telegiornale de La7 diretto da Enrico Mentana, un primo sondaggio commissionato dalla rete televisiva alla Swg sull’intenzione degli italiani di recarsi alle urne per votare i referendum popolari ammessi dalla Corte costituzionale. Il risultato del sondaggio indica che circa il 33 per cento degli aventi diritto si recheranno il 12 giugno prossimo ai seggi elettorali, per esprimere la propria preferenza sui quesiti.

Se si considera l’assordante silenzio dei media nazionali e degli stessi partiti politici, il risultato del sondaggio è sorprendente. Siamo ancora lontani dall’obiettivo del quorum previsto: il 50 più uno degli aventi diritto al voto per validare il referendum popolare. Ciò nonostante, il sondaggio lascia spazio a un moderato ottimismo sull’esito finale. Raggiungere il quorum non è impossibile, se ci impegniamo a sostenere le ragioni dei promotori del referendum, ossia i Radicali e la Lega di Matteo Salvini.

Il tempo a disposizione per portare alle urne più votanti possibili è di poco superiore a trenta giorni. Non bisogna lasciare nulla di intentato. Così, torna utile ricordare i quesiti oggetto del referendum:

– la riforma del Consiglio superiore della magistratura;

– la separazione delle carriere dei magistrati sulla base delle distinzioni tra funzioni giudicanti e requirenti;

limiti agli abusi della custodia cautelare;

– abolizione della Legge Severino.

Dobbiamo assolutamente contribuire al successo referendario, perché non possiamo contare su un Parlamento che, al massimo, è in grado di fare riforme di facciata le quali, nella sostanza, non cambiano nulla.