La scienza non è un dogma incostituzionale

Il periodo dell’Oscurantismo della ragione fino a oggi era una connotazione della Storia medievale invece, ahimè, attenendosi a quanto si sta verificando attualmente e soprattutto nell’ultimo periodo del nostro surreale e sempre più incomprensibile presente, sembrerebbe essere ritornato con grande vigore, in una sua reinterpretazione storica, forse più pericolosa della versione precedente, a causa della sua recondita e sottile invadenza in ogni meandro dello Stato di diritto, in nome di un dogmatismo, impropriamente e indebitamente definito scienza, ma che di scientifico non ha nulla. Come non ne ha nessun atto di fede, dal momento che la scienza, come la stessa evoluzione della natura umana, si è sempre basata e si basa sulla sperimentazione e quindi sulla probabilità e non sulla fideistica certezza dogmatica, perché la scienza al contrario della religione non è una “verità rivelata”.

Dopo questo preambolo, merita denunciare la sconcertante confusione, creata da chi è in malafede e accettata da chi pecca di stoltezza e di ignoranza, voluta da certi poteri, che attraverso il nostro attuale Governo e “l’esercito di pennivendoli”, che tradendo la loro stessa professione di giornalisti, ossia di liberi e indipendenti guardiani e commentatori della società, stanno reiterando. Questa caotica disinformazione consiste nel confondere coloro che sono contrari all’induzione, o peggio ancora, all’obbligo di essere sottoposti a una sperimentazione di un trattamento sanitario di nuova tecnologia farmacologica, come è quello dei così detti (impropriamente) “vaccinimRna, con coloro che vengono definiti no vax. La riduzione di un costruttivo e serio confronto scientifico nella banale polarizzazione di uno scontro tra pro vax e no vax è la dimostrazione di quanto si voglia mortificare la scienza.

La vaccinazione non è una scelta che riguarda il libero arbitrio, ma è una terapia che concerne la ricerca scientifica. L’Ema (European medicines agency) ha chiarito, smentendo il ministro della Salute, Roberto Speranza, che non può sussistere alcun obbligo di somministrazione della terapia genica mRna, perché è ancora sotto sperimentazione, almeno fino al 2023.

Non a caso la Pfizer, nel protocollo del suo “vaccino” consegnato all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), asserisce che essa stessa non è in grado di dimostrarne l’efficacia nel tempo e i suoi effetti collaterali a medio e lungo termine. Infatti, non a caso, prima di inoculare questo “vaccino” bisogna firmare una liberatoria di responsabilità per lo Stato da qualsiasi responsabilità civile e penale, visto che nessuna assicurazione sarebbe disposta a risarcire i danni derivanti da un farmaco sotto sperimentazione.

La vaccinazione è una conquista della scienza e quindi della civiltà, ma la scienza si basa sulla sperimentazione e quindi sulle probabilità e non sulle verità assolute o dogmatiche, la vaccinazione non può essere un atto di fede o come ha affermato il capo dello Stato “un atto d’amore”. Lo stesso presidente della Repubblica che, invece di occuparsi e di risolvere la questione drammatica concernente la corruzione della Magistratura e del suo organo di controllo, ossia il Csm, di cui egli stesso è il presidente (secondo quanto stabilisce la nostra Costituzione), si presta a essere il “promotore” di questo dogmatismo pseudo scientifico.La voluta polarizzazione nello scontro tra pro vax e no vax è la palese dimostrazione di quanto i media e la stampa non vogliano affrontare il vero nodo della questione.

Se la terapia mRna fosse già pienamente sperimentata, come è avvenuto per tutti gli altri vaccini che ci siamo giustamente inoculati e che si sono inoculati i nostri figli, allora sarebbe un dovere civico e un obbligo vaccinarsi, ma non può essere altrettanto quello di imporre di essere delle cavie forzate di una sperimentazione e tanto meno di imporlo ai minori. Dal momento che la sperimentazione non ha ancora esaurito il suo corso (come la stessa Ema prevede), non si può indurre oppure obbligare a vaccinarsi e tanto meno, sempre per i motivi sopra esposti, imporre delle limitazioni o restrizioni sociali, come l’obbligo del “Green pass”, perché ciò non è né scientificamente e né giuridicamente giustificato e quindi è incostituzionale, in quanto palesemente discriminatorio.

In riferimento ai trattamenti sanitari, il comma finale dell’articolo 32 della nostra Costituzione afferma che “la legge in nessun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. L’articolo 13 del Codice deontologico dei medici vieta ai “camici bianchi” di somministrare o consigliare la somministrazione di farmaci che non hanno ultimato la loro sperimentazione e questo perché oltre all’efficacia, non conosciamo gli effetti collaterali a medio e lungo termine, visto che quelli immediati, in riferimento al “vaccino” mRna, li stiamo verificando con diversi casi di decessi e trombosi dopo la somministrazione dello stesso.

I dati emergenti dall’Inghilterra e da Israele dimostrano che la vaccinazione mRrna non protegge i vaccinati dal ricovero come malati gravi di Covid-19, in Inghilterra risultano ricoverati gravemente più i vaccinati dei non vaccinati. Il periodo di 5/6 mesi di vaccinazione in Italia, periodo poi più caldo dell’anno solare, dove ogni virus perde la sua carica, non è attendibile per una scientifica valutazione del “vaccino” mRna. Non a caso, la scorsa estate eravamo tutti beati in giro senza mascherina (anche nei luoghi chiusi) e le sale di terapie intensive erano vuote come ora.

Quindi, bisogna affidarsi alle regole scientifiche, perché questa surreale propaganda e questo terrorismo mediatico, che si basano su tutto tranne che su regole scientifiche, dimostrano la mancanza di rispetto della persona umana. In conclusione, credo che la più opportuna considerazione a riguardo sia che la libertà di sperimentare finisce dove comincia la legittima libertà di ciascuno di non voler esserne una cavia. La gente ha il diritto di essere informata, rispettando la scienza e non di essere disinformata, ingannandola su illusorie e potenzialmente nocive soluzioni, promuovendole, peraltro, con asserzioni non scientifiche, “non desinis oculos mihi aperire”.