Magistratura e danneggiamento della democrazia

Se la storia della richiesta di danni a Luca Palamara (e Alessandro Sallusti, presumo) fosse vera per come viene raccontata, allora bisognerebbe fare un tatsebao grande come Piazza San Pietro e correrci intorno a perdifiato. Ma come? Lo (li) citerebbero per avere leso l’immagine della magistratura attraverso il libro-intervista?

Certo, se si fosse (è?) inventato tutto, una bella azione risarcitoria per diffamazione ci starebbe proprio bene. Nondimeno, se quello che ha raccontato fosse vero, in tutto o in parte, beh… allora l’azione per i danni dovremmo farla noi, ma a tutti quelli che hanno creato o consentito lo scempio descritto nel libro.

Dovremmo chiedere i danni per il danneggiamento della democrazia, per la violazione delle regole costituzionali che regolano la condotta dei pubblici dipendenti e dei magistrati e, last but not least, per strumentalizzazione politica dell’azione penale.

Io, la frase “Salvini ha ragione, ma va attaccato ugualmente”, non la dimentico. Mi mette i brividi e dovrebbe metterli anche a voi, che detestate Matteo Salvini.

E poi... suvvia... non è che con la destituzione di Palamara sia finito tutto. Le notizie di questi ultimi mesi (o giorni) sembrano dire esattamente il contrario. Quindi, ci toccherà fare un tatsebao. Io ne ho uno pronto: firmate i referendum. È meglio.