La credibilità del sistema giudiziario

Che la credibilità del sistema giudiziario – dell’intero sistema, e non solo della magistratura – abbia subito un ulteriore colpo dall’iscrizione di Piercamillo Davigo nel registro degli indagati, è un fatto innegabile. Chiunque osservi dall’esterno le cose di Giustizia, quale che ne sia la prospettiva, non può non essere attraversato da dubbi, riserve, perplessità sempre più consistenti, destinati ad incrementarsi con il passare dei giorni. Riassumendo soltanto gli ultimi accadimenti, siamo passati da Luca Palamara, allo scandalo del processo Eni Nigeria, alle dichiarazioni di Piero Amara, allo stallo del Csm (Consiglio superiore della magistratura).

Sullo sfondo, ma neppure troppo, le sevizie in carcere, che non sono un capitolo a parte, ma un aspetto tragico di una crisi senza ritorno. Ora, ci parlano di riforme, di Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) fonte di risorse da impiegare per risolvere problemi che ci affliggono da anni. Non ci credo, non cambierà nulla. Forse, recupereremo qualche mese nella definizione dei giudizi ma le questioni di fondo resteranno sul tavolo, in attesa di risposta. Non cambierà nulla perché manca, in molti di noi, la volontà di imprimere una svolta vera, decisiva.

Il capo dello Stato tace. Il Capo politico dei pentastellati difende le riforme del suo Governo. Nelle sentenze leggiamo critiche inaudite alla difesa. Il sistema, per quanto bollito, si difende arroccando, mostrando di non annettere alcun peso alla perdita di credibilità che ne mina la legittimazione.

Ludwig von Mises diceva che i governi diventano liberali soltanto quando i cittadini li costringono ad esserlo. Dunque, costringiamoli noi a cambiare. Firmate i referendum, senza indugio. Date un segnale politico a chi, ingannandovi, vorrà farvi credere che tutto si aggiusterà con due piccoli ritocchi.

Usate la democrazia, che in questo Paese è ridotta ad essere un aggettivo, mero attributo da impiegarsi per la conservazione di un sistema ingiusto. La penna è l’arma più potente. Loro lo sanno e la temono.