Giornalisti che si ergono a giudici: il “Cuore di tenebra” Italia

Heart of darkness”, il “Cuore di tenebra” all’italiana, ben rappresentato da quei giornalisti – sempre più numerosi – che si ergono a giudici di tutto e di tutti nelle trasmissioni televisive dove per lo più si presentano per promuovere i loro resistibili “instant book”. Inutile fare i nomi, li vediamo quasi tutti i giorni che Dio manda in terra nei talk-show, incuranti anzi sprezzanti del ridicolo come tutti coloro che mancano di umorismo e ancor più di autoironia.

Loro sono quelli che devono decidere con quanti soldi al mese deve vivere – ad esempio – il malcapitato Roberto Formigoni, uno dei tanti probabili innocenti che ha però dovuto accettare una condanna definitiva. Così come molti italiani si rassegnano a pagare una cartella fiscale per evitare contenziosi pressoché infiniti con questo Stato (e con questa burocrazia giudiziaria) da tempo nemico di ogni suo cittadino.

Giornalisti che ormai persino più dei pm d’assalto rappresentano per l’appunto il “Cuore di tenebra” italiano. “L’orrore, l’orrore” come quello di coloro – tra questi giornalisti da Corea del Nord – che si ostinano e si compiacciono di invitare ogni martedì un ex pm che ultimamente pensa bene che, magari anche per difendersi da qualsivoglia sospetto su una gestione perlomeno disinvolta di un noto caso che ha coinvolto mezza classe dirigente in magistratura, la cosa migliore sia attaccare a testa bassa imputati, indagati e presunti innocenti. Negando ogni principio costituzionale: dalla parità di accusa e difesa nel processo alla presunzione di innocenza e via dicendo.

Questo giornalismo che farebbe invidia a quello dell’ex aedo di Benito Mussolini, il noto Telesio Interlandi, è diventato il problema numero uno per l’evoluzione liberale e financo democratica del nostro Paese. Speriamo che presto, oltre alle puntuali denunce dei soliti che urlano nel deserto (Piero Sansonetti, Valerio Spigarelli, Gian Domenico Caiazza, Valter Vecellio, Ernesto Galli della Loggia, Giovanni Guzzetta), si levi un’ondata di sdegno che travolga tutta questa malafede e questa disonestà intellettuale travestita da informazione. Questo orrore che è – ribadisco – il “Cuore di tenebra” italiano.