Il senso dell’onore perduto

In questi ultimi tre anni abbiamo avuto prova (visto che lo sapevamo già): di come si selezionano gli aspiranti magistrati (vicenda Bellomo); di come si assegnano sedi e posti direttivi (vicenda Palamara); di come alcuni tra i magistrati gestiscono il potere (incontrollato, come scrisse Aldo Moro riferendosi al dominio cui era sottoposto).

Voglio pensare che i primi ad essere sconcertati siano proprio quei magistrati che lavorano in silenzio e non partecipano al Grande gioco in una Loggia o nei corridoi di segrete stanze.

Vorrei sperare, però, che siano loro i primi a ribellarsi e a mettere la parola fine a questa vergogna. E spero che i membri togati del Csm (Consiglio superiore della magistratura) si dimettano, mostrando, almeno oggi, di conservare il senso dell’onore.