L’idea è stata di Walter Veltroni, ma Marco Minniti, dovendosi far perdonare di aver bloccato la rotta libica affidando ai capitribù ed alle milizie locali il compito di bloccare i migranti con ogni mezzo possibile, l’ha subito adottata. L’idea è di far approvare subito lo Ius soli facendo asse con il Movimento Cinque Stelle i cui voti, al Senato, andrebbero a colmare più che abbondantemente le defezioni degli alfaniani e dei verdiniani.
L’accordo con i grillini, secondo il disegno dei promotori dell’iniziativa, non avrebbe il significato di una alleanza destinata ad avere una qualche prospettiva strategica. Sarebbe strettamente legato alla sola legge sulla cittadinanza. E non potrebbe essere riproposto in alcun caso nel futuro vista l’indisponibilità dei Cinque Stelle di stringere accordi con altre forze politiche e la necessità del Partito Democratico di porsi come alternativa al populismo grillino e leghista nella prossima campagna elettorale.
Ma la legge sullo Ius soli non è la legge elettorale che interessa solo chi si vuole candidare per il Parlamento della nuova legislatura. È un tema che colpisce l’attenzione dell’intera società italiana e, per questa sua incontestabile particolarità, non può rimanere privo di conseguenze politiche generali. Puntare ad approvare lo Ius soli prima della legge di stabilità sollecitando i Cinque Stelle a colmare i vuoti di alfaniani e verdiniani significa dare vita a una sorta di referendum surrettizio destinato a celebrarsi al momento delle elezioni politiche. Può essere che i grillini accettino di votare con il Pd mettendosi al fianco di Minniti in cerca di perdono, dei cattolici fondamentalisti che fanno lo sciopero della fame per dare la cittadinanza ai migranti e del Papa che da Santa Marta ispira e guida l’operazione. Ma se anche la legge passasse, quale sarebbe la reazione di quella maggioranza degli italiani che, a stare ai sondaggi, è nettamente contraria a un provvedimento destinato comunque a incentivare l’ingresso di masse crescenti di profughi nel nostro Paese?
Incasserebbe senza reazione il colpo di mano Pd-Cinque Stelle o si preparerebbe a prendersi una sonora rivincita in occasione del voto della primavera?
Aggiornato il 09 ottobre 2017 alle ore 19:36
