La Ventotene dei fallimenti

Di tutti i posti che Matteo Renzi avrebbe potuto visitare, quello rappresentato da Ventotene e dal suo carcere borbonico è stato sicuramente il più significativo da un punto di vista simbolico. Ma non perché la visita di Renzi abbia voluto dimostrare la sua volontà di raccogliere e rilanciare l’eredita di Altiero Spinelli e del suo manifesto per il federalismo europeo. Niente affatto. Non c’è un solo tratto ideale che unisca l’attuale Presidente del Consiglio al laico antifascista confinato in un’isola poco accessibile. Il simbolismo che unisce Renzi ha Spinelli è quello relativo al fallimento delle rispettive diverse idee d’Europa. Quella antica di Spinelli che, a dispetto della sua nobiltà, non si è mai imposta ed è stata marginalizzata da un progetto di unità europea fondato sulla centralità della moneta e delle banche e non sul modello federale tra Stati disposti ad annullare contemporaneamente e paritariamente la propria autorità per dare vita ad una autorità superiore. E quella attuale di Renzi che non ha in testa nessuna idea di federalismo europeo e neppure di un modello diverso da quello burocratico delle banche e delle lobby, ma si limita semplicemente a perseguire l’obiettivo di qualche deroga al limite del tre per cento per avere la possibilità di attingere dall’aumento del debito pubblico per effettuare le proprie mance elettorali.

Si tratta, ovviamente, di fallimenti diversi. Quello di Spinelli contiene comunque la speranza di una rivincita capace di arrivare finalmente a dare vita agli Stati Uniti d’Europa. Quello di Renzi non ha neppure un briciolo di speranza fondata su una qualche visione “alta”, ma solo il tentativo di strappare qualche concessione ai burocrati, ai banchieri ed alle lobby per poter meglio utilizzare il debito pubblico per i propri obiettivi di natura elettorale.

In questa luce la visita a Ventotene è apparsa inutile e controproducente per il nostro Premier. Avrà sicuramente fatto rivoltare nella tomba Spinelli e ha dimostrato ancora una volta ai vivi non trasformati in cortigiani ottusi che Renzi è impegnato in una attività politica in cui non contano né i valori né le visioni, ma un solo ed unico interesse. Il suo per la conservazione del potere!

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 23:05