Grazie ai giudici torna il Porcellum
Ma perché tornare alla legge elettorale proporzionale? Solo per consentire a Casini, Fini, Pisanu, Bonanni di diventare i Ghino di Tacco della prossima legislatura e di una Terza Repubblica in tutto simile alla Prima con il concorso delle Acli, dei ministri tecnici Passera e Riccardi ed, eventualmente, di Montezemolo e della Marcegaglia?
Se i magistrati di Milano non avessero dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la volontà di certa magistratura corporativa o politicizzata di non accontentarsi del passo indietro di Berlusconi ma di perseguirlo “perinde ac cadaver”, il Cavaliere avrebbe applicato la logica della riduzione del danno accettando di favorire la formazione di un nuovo centro attraverso il ritorno al proporzionale. Ovviamente con l’obbiettivo di far rientrare comunque il Pdl nella grande coalizione che dovrebbe avere il compito di portare avanti dopo le elezioni e nei prossimi l’Agenda imposta dall’Europa della Merkel. Con Monti al Quirinale e con un qualsiasi altro tecnico a Palazzo Chigi.
Ma la sentenza di Milano ha fatto capire a Berlusconi non solo che per lui non ci potrà mai essere alcuna tregua giudiziaria ma che, soprattutto, che il danno minore della partecipazione alla futura grande coalizione attraverso la legge proporzionale è un obbiettivo illusorio. Sarebbe stato Credibile se Casini avesse preso atto del suo passo indietro effettuato con la rinuncia alla candidatura a premier ed avesse accolto la proposta di Alfano di fare parte di un rassemblement unico del centro destra. Ma il leader dell’Udc ha respinto sdegnosamente l’ipotesi.
Ed ha fatto chiaramente capire che il suo progetto non prevede affatto una grande coalizione con il Pdl ed il Pd ed il Monti bis ma solo lo sfaldamento del Pdl dopo la liquidazione per via giudiziaria del suo fondatore e la formazione di un grande centro, con i pezzi moderati del partito berlusconiano in disfacimento, destinato ad allearsi con il Pd.
Per limitare il danno, quindi, non solo a Berlusconi ma all’interno Pdl, comprese le componenti che più hanno creduto alla possibilità di dare vita ad un Ppe italiano, non rimane altro che mandare all’aria definitivamente il ritorno al proporzionale, puntare sul maggioritario del Porcellum magari corretto con le preferenze ed un ritocco al premio di maggioranza e lanciare una campagna elettorale all’insegna del rilancio del bipolarismo e della contrapposizione frontale con la sinistra.
È stata una scelta obbligata, quindi, quella di Berlusconi e del Pdl di aprire le ostilità contro il governo Monti all’insegna della protesta contro l’eccesso di pressione fiscale. Porta, probabilmente, alla sconfitta nelle prossime elezioni ed al ritorno all’opposizione. Ma non ha alternative possibili oltre quella della eliminazione del Cavaliere a colpi di nuove condanne giudiziarie e della conseguente scomparsa del Pdl come soggetto politico unitario.
Se la prima conseguenza della nuova strategia berlusconiana sarà quella del mancato ritorno al proporzionale e del rilancio del bipolarismo, la prima conseguenza sarà la riduzione dello spazio politico per Casini ed i fautori del nuovo centro. Il leader dell’Udc, appesantito dalla zavorra rappresentata da Fini e Pisanu e penalizzato da un appiattimento passivo sul governo Monti , rischia la sorte dei vasi di coccio tra quelli di ferro. Con l’aggravante che il proliferare di liste civiche non arricchisce come erode il suo bacino elettorale e lo espone addirittura al pericolo di non superare la soglia dello sbarramento elettorale.
Il tutto con la massima soddisfazione di Pierluigi Bersani. Che grazie ai giudici fondamentalisti ed ai centristi affetti da furbizia eccessiva può incominciare a prepararsi ad entrare da trionfatore a Palazzo Chigi!

Aggiornato il 09 aprile 2017 alle ore 01:16:12