Arsenico e vecchi merletti
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En Passant

 Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha detto che “In manovra è evidente che serve uno sconto di bilancio da miliardi. Dobbiamo affrontare una legge di Bilancio che punta sugli investimenti, sullo sviluppo, sul futuro, sulla riforma delle pensioni, sull’aumento degli stipendi, quindi a me dello zero virgola in più o in meno interessa zero”. Dichiarazione due volte sorprendente, sia in sé stessa per l’orientamento economico teorizzato diciamo così, sia perché il ministro del Bilancio nientemeno è Giancarlo Giorgetti, autorevole membro del suo stesso partito.

Senza voler ironizzare sull’espressione “sconto di bilancio” capiamo dall’intero comunicato, emesso in occasione ed a commento della pronuncia Istat sul deficit, che Salvini spregia il 3,1 per cento del bilancio, sbagliando due volte, perché la percentuale impedisce all’Italia di sottrarsi alla procedura Ue d’infrazione sulla disciplina finanziaria e perché impone al governo di riportare quest’anno il deficit sotto il 3 per cento. L’indirizzo di politica economica sotteso alla dichiarazione di Salvini pare più che avventato, addirittura mortifero per la congiuntura. Insomma, arsenico puro sebbene etichettato da vigoroso ricostituente.

Avulso dal contesto della finanza pubblica, lo 0,1 per cento di sforamento del deficit può forse “interessare zero”, come apoditticamente afferma Salvini. Però si aggiunge ai miliardi del deficit preventivato, il quale si somma al debito accumulato, che ha raggiunto euro 3.203.827.294.983 alle ore 19.04 del 22 settembre 2026. Sono, anzi erano, 3.203 miliardi!

A ben vedere, lo “sconto” che invoca Salvini per i nobili scopi sempre perseguiti dai governati, vuoi a parole, vuoi a prescindere, è roba che sa di vecchio come i merletti delle famose zie che assassinavano gli ospiti con l’arsenico nel vino, inumandoli nella cantina. Lo “sconto” fa pensare ad una forma di guadagno, ad un risparmio, ad un pagar meno, ad un affare. Invece è debito, altro debito, cioè veleno addolcito. Ulteriore arsenico fornito ai “vecchi merletti” della politica per seppellire le reali possibilità di sviluppo negli scantinati dell’indebitamento dissipatore.

Aggiornato il 24 settembre 2026 alle ore 10:08