Startup e guerre moderne: le buone pratiche di Israele

Le guerre hanno un grande futuro davanti a sé. Così come le aziende che le gestiranno. Le startup sono le vere protagoniste di questa ultima generazione bellica. La guerra in Ucraina ha già dimostrato la rapida evoluzione dei “campi di battaglia”, con le nuove tecnologie che plasmano strategie e tattiche militari. E che sempre più spesso, vengono fornite da nuove imprese ad alto contenuto innovativo e tecnologico, anziché da appaltatori consolidati. Per integrare queste nuove imprese nell’ecosistema della difesa, è necessario adattare le pratiche di appalto europee. I conflitti globali, inclusa la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, evidenziano ulteriormente l’importanza di rafforzare la capacità industriale europea nel settore della difesa. Gli appalti per la difesa in Europa sono principalmente rivolti alle prime 10 aziende, con una quota di mercato generalmente inferiore al 30 per cento. Una tendenza che contrasta con gli Stati Uniti, dove le prime 10 aziende detengono una quota di mercato sostanzialmente inferiore. Israele e Ucraina, inoltre, dispongono di solide politiche per garantire l’inclusione di imprese giovani e innovative negli appalti militari. Lo scrive il think tank bruxellese Bruegel in un rapporto che elenca alcune raccomandazioni su come integrare nuove aziende e tecnologie emergenti nell’ecosistema degli appalti per la difesa.

Una questione fondamentale per i governi europei che aggiornano le proprie strategie militari, infatti, è come riformare i processi di appalto per rafforzare l’innovazione e facilitare l’ingresso di nuove imprese. I ministeri della Difesa europei, afferma il rapporto, devono mostrare maggiore disponibilità a stipulare accordi contrattuali con nuovi attori, “poiché solo i contratti possono portare alla crescita e all’ampliamento necessari per lo sviluppo di nuove tecnologie e alla concorrenza indispensabile per ridurre i prezzi dei prodotti per la difesa”. È necessario, nello specifico intraprendere quattro passi. Prima di tutto, le imprese innovative, avverte Bruegel, devono essere coinvolte fin dalle prime fasi del processo di acquisizione nel settore della difesa. La Defense innovation unit statunitense e il centro di innovazione per la difesa tedesco sono considerati “esempi di come facilitare l’interazione tra gli uffici acquisti e le nuove imprese”. Diverse aziende, poi, dovrebbero essere coinvolte nello sviluppo di tecnologie innovative per gli armamenti. Sebbene ciò comporti costi di sviluppo iniziali più elevati, “la concorrenza nella fase di implementazione ridurrà i costi e aumenterà la leadership tecnologica”.

L’inclusione di diverse aziende di dimensioni differenti nei contratti quadro stimolerà, inoltre, la concorrenza e consentirà alle piccole imprese di crescere. Il decentramento degli acquisti per le tecnologie di piccole dimensioni e in rapida evoluzione, insieme ai finanziamenti pubblici iniziali, si sono – infine – dimostrati “strumenti efficaci per accelerare l’innovazione tecnologica e garantire un rapido accesso alle nuove tecnologie agli ufficiali comandanti, che altrimenti dovrebbero attendere i lunghi tempi burocratici”. Il rapporto cita le buone pratiche di Israele. Il suo Ministero della Difesa ha una Direzione per la difesa, la ricerca e lo sviluppo (Ddr&d) che si occupa di integrare le startup negli appalti per la difesa. Secondo la Ddr&d, oltre 300 startup hanno collaborato con il Ministero della Difesa, con ordini per un totale di circa 473 milioni di dollari da ottobre 2023. In particolare, tra ottobre 2023 e settembre 2024, evidenzia il rapporto, il Ministero ha effettuato ordini per un valore di 189 milioni di dollari con 86 startup e piccole imprese, cinque volte di più rispetto all'0anno precedente.

La Ddr&d integra queste aziende innovative negli appalti per la difesa con quattro programmi. Il programma Green lane accelera gli appalti per startup e piccole imprese con un fatturato annuo inferiore a 7,8 milioni di dollari. I partecipanti beneficiano di condizioni contrattuali semplificate e assistenza nella gestione delle procedure burocratiche necessarie per diventare fornitori del Ministero della Difesa. Il programma Innotal individua tecnologie disponibili sul mercato con potenziali applicazioni militari e mira a implementarle nelle Idf entro cinque mesi. Innotal valuta la fattibilità di prototipi con valutazioni sul campo e seleziona le aziende con il potenziale per soddisfare le esigenze Idf. I beneficiari ricevono un finanziamento iniziale di 63mila dollari, insieme alla consulenza del Ddr&d e all’opportunità di condurre test pilota con le Idf. InnoFense è un programma di accelerazione per startup in fase iniziale. Individua le aziende nelle prime fasi di esplorazione di una tecnologia e le aiuta a sviluppare prototipi tecnicamente fattibili entro sei mesi. Le aziende vengono selezionate tramite bandi aperti pubblicati periodicamente dal Ddr&d. Infine, il programma Meimad offre a istituzioni accademiche, aziende e imprenditori finanziamenti per la ricerca applicata con potenziali applicazioni militari e commerciali. Si tratta di un’iniziativa congiunta dell’Autorità israeliana per l’innovazione e del Ministero delle Finanze.

Aggiornato il 01 aprile 2026 alle ore 10:48