Liber-Tea #9

In questa puntata di Liber-Tea ci addentriamo nell’universo intellettuale di Ayn Rand, una tra le menti più geniali e poliedriche del Novecento, il cui pensiero continua ancora oggi a suscitare dibattiti che vanno ben oltre i confini della filosofia e della letteratura. Dalla Russia bolscevica della sua infanzia agli Stati Uniti del capitalismo moderno, il percorso biografico della scrittrice rivela un’incredibile compattezza, come se l’esperienza storica vissuta in prima persona abbia alimentato una riflessione destinata a trasformarsi in un sistema teorico dalla straordinaria profondità concettuale.

Al centro della conversazione con la professoressa Roberta Adelaide Modugno vi sarà anzitutto il nesso tra il trauma della Rivoluzione russa e la genesi della sua radicale avversione per ogni forma di collettivismo, in un itinerario che la conduce a concepire l’individuo come un valore originario e irriducibile. Da qui prende forma l’oggettivismo, la dottrina con cui Rand affida al raziocinio, all’autonomia personale e a quello che definisce egoismo razionale il compito di restituire la dignità etica all’uomo che vive, crea e giudica con la propria mente.

Ci soffermeremo poi sui grandi protagonisti dei suoi romanzi, da Howard Roark a John Galt: figure che incarnano la fierezza di chi rifiuta il sacrificio di sé e oppone alla pressione conformistica della massa la sovranità della coscienza individuale. Infine, affronteremo uno dei nuclei più intensi della sua produzione, ossia la difesa del capitalismo laissez-faire non soltanto come un sistema efficiente, ma come un ordine morale fondato sui diritti inalienabili dell’uomo, sulla proprietà privata e sulla libertà dell’individuo di perseguire il proprio fine senza subire alcuna forma di coercizione. Una puntata, dunque, dedicata a un’autrice che ha reso la sfida alla mediocrità il cuore pulsante della sua opera.

Aggiornato il 06 marzo 2026 alle ore 18:45