La Riforma fiscale: un’opportunità per la ripresa del Paese

Il 26 ottobre scorso, a Roma, presso Palazzo Wedekind, si è svolta l’ottava edizione del Meeting delle professioni, una conferenza organizzata da Ancot (Associazione Nazionale Consulenti Tributari) e dalla Confederazione Aepi. L’incontro è stato estremamente interessante, vertendo nello specifico sull’informazione, formazione e confronto in merito alla Riforma fiscale. La parola d’ordine del convegno è stata sinergia. Dai vari dibattiti e interventi, è emersa la necessità di lanciare un vademecum ad hoc per affrontare e far affrontare ai contribuenti, ai professionisti e alle imprese i cambiamenti che saranno introdotti sul fisco.

La digitalizzazione, ormai, sta prendendo sempre più il sopravvento e con essa, paradossalmente, sopraggiunge la semplificazione e un maggior controllo delle operazioni e delle attività. Non sempre, però, virare o far virare una barca è semplice.

In questo contesto, è stato fondamentale l’intervento di Ancot e Aepi: hanno ribadito che, anche in momenti complessi e delicati, come questo della riforma fiscale, le riforme non devono subire ritardi e loro continueranno sempre ad avere un confronto e un dialogo proattivo e aperto verso le istituzioni.

I tributaristi di Ancot, la comunità di Aepi
e le istituzioni a confronto sul fisco, nel cuore di Roma

Durante il meeting, gli esperti hanno illustrato diversi punti di questa riforma, che avrà effetti significativi sulla crescita del Prodotto interno lordo dell’intero Paese, su cui è necessario porre il focus. In questo senso, inoltre, l’incontro delle istituzioni è stato essenziale. Lo stesso Celestino Bottoni, presidente di Ancot, nonché vicepresidente Aepi e coordinatore di Aepi Professioni, ha dichiarato di essere soddisfatto dei feedback ricevuti dalle istituzioni, dal momento che il livello di interlocuzione dell’associazione verso i diversi attori coinvolti tra istituzioni, imprese e professionisti è molto alto.

Il professor Gianfranco Ferrante ha aperto il convegno con un’accattivante introduzione, ricordando Giovanni Bozzoni, affermando, commosso, che “Ancot non sembra la stessa senza di lui”. Ha poi subito messo sul tavolo le modifiche, le novità più attese della riforma, come aliquote Irpef, nuove assunzioni, rimodulazione delle aliquote in favore dei redditi più bassi, l’abolizione dell’Ace, schema di decreto in materia di fiscalità internazionale, ponendo l’accento in particolare sulla residenza, al fine di renderla più obiettiva sia per le persone fisiche che giuridiche. Con questa riforma, a partire dal 2024, è prevista altresì l’estensione della precompilata ai dipendenti e pensionati, ma anche per i titolari di redditi diversi e per i titolari di Partita Iva. Ovviamente, ha ricordato la modalità in cui per queste dichiarazioni di semplificazioni verranno definiti meglio anche i contorni dell’autotutela e, in caso di errore evidente da parte dell’amministrazione finanziaria la stessa, di propria iniziativa o su istanza del contribuente, potrà persino provvedere a ritirare l’atto più velocemente rispetto a prima. A seguito delle dichiarazioni del professor Ferrante, il convegno è proseguito con l’intervento del deputato in carica, l’onorevole Alberto Bagnai. Egli ha messo in luce diversi aspetti, in particolare la delicata fase che stiamo attraversando, in merito ai primi decreti che hanno già dato sollievo ai professionisti con l’accorpamento delle date di versamento delle tasse.

Il fisco “amico”

Stiamo andando verso il cosiddetto “fisco amico”, come diceva la premier Giorgia Meloni? Questo il quesito posto a Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato alla Camera dei deputati. Dopo una breve analisi, si evince che oggi più professionisti abbiamo al servizio delle istituzioni e meglio queste saranno programmate. Rizzetto ribadisce che, attualmente, parliamo di infrastruttura tra politica, imprese, professionisti, che hanno spinto l’Esecutivo ad avvicinarsi a quello che potrebbe somigliare a un fisco “amico”.

Lo slancio del governo più efficiente è quello di abolire l’anticipo del pagamento delle imposte a novembre. Si parla di riforme che vengono fuori dal “Next Generation Eu e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” e, a seguito di approfonditi studi di settore, si avverte la necessità di semplificare e creare benessere aggiunto rispetto alla forza lavoro.

Il giornalista Giuseppe Nigro ha proseguito con l’intervista a Paolo Carini, Organismo Confidi Minori, che ha parlato di credito e di come, insieme a Ancot e Aepi, sia essenziale supportare le micro e medie imprese con prodotti di supporto finanziario, al fine di permette a queste imprese che non producono bilancio di sopravvivere al pagamento delle tasse. Vito De Palma, segretario della Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, ha sottolineato inoltre come la legge delega “non si è esplicata ancora in tutte le sue caratterizzazioni per vie di alcuni paletti. È importante, invece, sottolineare che abbiamo eliminato uno scaglione di reddito, con l’unificazione dell’aliquota al 23 per cento, che aiuta le classi meno abbienti”.

Mino Dinoi, il presidente di Aepi, prima delle conclusioni, ha ricordato di come la semplificazione e la sburocratizzazione siano imprescindibili in questo momento, nonostante sia affascinato dal fisco “amico”. Ciononostante, se non si produce, non guadagna e dunque non si fa reddito. Purtroppo, a pagarne le spese sono sempre le micro-imprese. Il presidente si auspica una maggiore sburocratizzazione, una stabilità nella legislatura, l’ascolto quotidiano dei professionisti e un definitivo post-Covid, che inevitabilmente ha stravolto le regole del gioco. Per non parlare dell’avvento dell’Intelligenza artificiale. In definitiva, Dinoi sostiene l’idea di Paese e richiede una macchina amministrativa con un meccanismo particolare che conduca alla riqualificazione delle professioni. Tratta altresì il tema dell’evasione, definendolo “complesso”, che grava sulla micro impresa e che ovviamente non evade. Con la messa a sistema del supporto tecnologico, il Paese ha permesso agli uffici di parlarsi, quindi augura a tutti di “accogliere e raccogliere” i nostri figli e quelli degli altri e, soprattutto, avere rispetto per la nostra dignità.

Bottoni conclude definendosi appagato del bilancio del meeting, che è stato positivo. Si ricollega al filmato che ha raccontato le “stanze” di Ancot e ha aggiunto che, dopo cinque anni, finalmente qualcosa si è mosso, ma soprattutto è oltremodo soddisfatto del sostegno di Ancot alle politiche di Aepi, ricordando che si tratta di un’Associazione europea di professionisti e imprese, con sede a Roma e a Bruxelles.

Aggiornato il 31 ottobre 2023 alle ore 04:53:13