“Per frenare l’inflazione non serve una recessione”: parla Visco

Per frenare l’inflazione nel Vecchio Continente “non credo ci sia bisogno di una recessione”. Insomma, “possiamo farlo” senza provocarla.

È di questo avviso il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervistato da Bloomberg tv al G20 in India. Visco, a seguire, insiste sulla necessità di decidere a ogni riunione della Banca centrale europea sui tassi “basandosi sui dati”. Inoltre, sottolinea di “esser cauti”, per valutare sia i rischi di non essere incisivi contro la crescita dei prezzi, sia di fare di più, con conseguenze sulla “stabilità finanziaria”.

“La buona notizia – prosegue – è che il tasso di inflazione è sceso negli ultimi mesi, anche in Italia, e può scendere anche più velocemente di quanto previsto dalla Bce il mese scorso, visto che i prezzi dell’energia stanno continuando a calare”. Per Visco “tuttavia l’inflazione di fondo si sta mostrando ancora ostinata”.

La Svimez – nel frattempo – stima una crescita del Pil italiano del +1,1 per cento nel 2023, con una crescita nel Mezzogiorno (+0,9 per cento) che è di tre decimi di punto percentuale in meno rispetto al Centro-Nord (+1,2 per cento). Tali previsioni ruotano intorno all’ipotesi di un utilizzo parziale delle risorse del Pnrr. Con la piena efficienza del Piano, invece, il Pil del Sud potrebbe registrare già nel 2023 una crescita superiore di circa 5 decimi (fino all’1,4 per cento) e di quasi 4 decimi nel Centro-Nord. Peraltro, il contributo aggiuntivo del Pnrr tenderebbe ad aumentare più al Sud. Guardando oltre, fino al 2027 l’impatto cumulato del Pnrr sul Pil italiano potrebbe toccare un valore pari a 5,1 punti percentuali: 8,5 al Sud e 4,1 nel Centro-Nord.

“Nel 2024 e nel 2025 – indica la Svimez – la crescita italiana dovrebbe attestarsi su valori rispettivamente del +1,4 e del +1,2 per cento, con uno scarto di crescita sfavorevole al Mezzogiorno, ma dell’ordine di pochi decimi di punto. Un divario territoriale ben più contenuto di quello osservato nelle passate fasi di ripresa ciclica”.

In corrispondenza del picco registrato nel 2022, la dinamica crescente dei prezzi al consumo si è mostrata più sostenuta nel Mezzogiorno (+8,7 per cento rispetto al +7,9 per cento del Centro-Nord). Inoltre, per il prossimo triennio, Svimez prevede un rientro verso valori vicini al 2 per cento nel 2025, per quanto ancora marcato dai rincari relativamente maggiori al Sud. Nel 2023, infine, i consumi delle famiglie dovrebbero crescere più lentamente nel Mezzogiorno, a causa della più sostenuta dinamica dei prezzi.

Aggiornato il 18 luglio 2023 alle ore 03:44:42