Affitti brevi: lettera di Spaziani Testa (Confedilizia) al ministro Santanchè

Il tema degli affitti brevi tiene ancora banco. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, scrive al ministro del Turismo, Daniela Santanchè.

Nella missiva, si legge, “mi permetto di farle avere un documento in materia di affitti brevi redatto e sottoscritto da ben 13 organizzazioni presenti alla riunione del 23 marzo da lei convocata (si tratta della stragrande maggioranza di esse). Come potrà verificare, non di ulteriore regolamentazione – ad avviso del mondo associativo – vi è bisogno (men che meno di tipo restrittivo della libertà e del diritto di proprietà, come nel caso di eventuali limiti al numero di notti o di unità immobiliari locate), bensì di una semplificazione di quella esistente: copiosa, ricorrente e persino contraddittoria, vista la coesistenza di normative nazionali, regionali e persino comunali. E nella stessa direzione mi pareva andasse il comunicato stampa diramato dal Ministero al termine della riunione”.

Nel documento, poi, “si pone motivatamente in dubbio anche la – diffusa, ma non per questo fondata – affermazione secondo la quale gli affitti brevi sarebbero la causa dello spopolamento dei centri storici (per alcuni addirittura l’unica!). I dati relativi a Venezia, dove i residenti della città antica sono in costante calo dagli anni Cinquanta, sono, da questo punto di vista, emblematici”.

“Ciò detto – prosegue il testo – vi è qualcosa che il Governo potrebbe fare qualora desiderasse favorire una riduzione del numero di appartamenti destinati alla locazione breve (che – peraltro – non è solo turistica, soddisfacendo molte altre esigenze abitative di natura temporanea, riguardanti lavoratori, studenti, persone che assistono familiari ricoverati) a vantaggio dell’affitto di lunga durata: incentivare l’attività “gradita” anziché vietare o limitare quella ritenuta troppo estesa”.

Le strade possono essere diverse, sottolinea Spaziani Testa, “ma noi gliene suggeriamo una: introdurre un regime di tassazione zero (né imposte sui redditi né Imu) per tutta la durata delle locazioni di lungo periodo, se del caso limitatamente ai contratti cosiddetti “concordati”, quelli a canone calmierato. Le persone rispondono agli incentivi, onorevole ministro: i divieti li aggirano. E avere un aumento del numero di appartamenti sfitti o affittati in nero sarebbe un danno per tutti”.

“Il resto – termina – dovrebbero farlo alcuni sindaci, molto bravi a invocare vincoli per i proprietari privati ma molto meno a gestire in modo dignitoso il patrimonio edilizio loro affidato dai contribuenti, spesse volte inutilizzato, decadente o in mano a morosi e abusivi”.

Aggiornato il 21 aprile 2023 alle ore 03:44:04