Pnrr, la soluzione di tutti i problemi?

Sergio Nicoletti Altimari, capo dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, in audizione ieri al Senato sul Def (Documento di economia e finanza), ha delineato una prospettiva dell’economia italiana di breve termine moderatamente più ottimistica rispetto alle previsioni fatte nel mese di gennaio. “Il quadro di breve termine” dell’economia italiana “appare lievemente più favorevole a quello sottostante alle nostre ultime proiezioni pubblicate a gennaio” e le previsioni presentate nel Def dal governo “pur collocandosi nella parte superiore dell’intervallo di stime disponibili”, sono nel complesso “coerenti” con la situazione. Aggiungendo che, “una tempestiva e efficace attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dal Pnrr, con gli aggiustamenti che si dovessero rivelare necessari, costituisce un elemento chiave affinché le prospettive di sviluppo dell’economia italiana si realizzino come delineato nel Def”.

La traduzione, per i non addetti ai lavori, di quanto affermato dall’alto dirigente della nostra Banca centrale è che nella sostanza non siamo in grado di formulare, nelle condizioni date, una previsione attendibile sulle prospettive dell’economia del Belpaese. “È molto difficile prevedere, specialmente il futuro” (Niels Bohr). Evidentemente ha fatto scuola la modalità di comunicazione della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde che ogni volta che fa dichiarazioni ufficiali più che essere assertiva è sempre ondivaga. Comunicazione che crea incertezza e quindi problemi sui mercati finanziari. Gli economisti sono come i medici che fanno le autopsie, ti sanno dire con assoluta esattezza le patologie e le motivazioni che hanno portato alla morte.

Ovviamente, sempre ex post. Tuttavia, da quando l’Unione europea ha approvato il Next Generation Eu, quello che noi abbiamo chiamato Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è diventato la panacea per la soluzione di tutti i problemi. In verità, l’Italia e soprattutto il suo straordinario tessuto imprenditoriale, hanno sempre saputo superare ogni avversità di natura economica e finanziaria. La vera resilienza dell’economia italiana è nelle sapienti mani dei nostri imprenditori che gestiscono le loro piccole, medie e grandi imprese. Competono sui mercati internazionali determinando anno dopo anno sempre nuovi record delle esportazioni dei prodotti di eccellenza della nostra manifattura. Nel 2022 le esportazioni italiane hanno superato i 600 miliardi di euro. Il futuro dell’economia italiana è nelle mani delle nostre imprese e degli imprenditori che le guidano. Il Pnrr potrà apportare un valore aggiunto solo se si faranno quegli investimenti in infrastrutture necessarie per sostenere la competitività delle nostre aziende. Pensate l’assurdità del piano europeo di ripresa che non prevede tra gli investimenti il ponte sullo Stretto di Messina che diventerà il volano per rilanciare l’economia dell’isola-Stato più grande del Mediterraneo. Il Pnrr così come concepito non è la soluzione dei problemi del nostro Paese!

Aggiornato il 21 aprile 2023 alle ore 03:23:46