Il Superbonus edilizio e le aperture del Governo

Il testo del Decreto legge 16 febbraio 2023, numero 11 ( Decreto Cessioni o “Blocca cessioni”) non può dirsi definitivo. Sono più di 300 gli emendamenti depositati in commissione Finanze alla Camera per la legge di conversione ed il loro esame prosegue tra le varie parti politiche. A fronte delle forti preoccupazioni rappresentate dalle organizzazioni di categorie nelle varie audizioni circa il blocco di 6.000 interventi, tra unifamiliari e condomini, il rischio di fallimento di almeno 1.500 imprese di costruzioni e la perdita di occupazione, il Governo si mostra disponibile alla risoluzione delle principali criticità.

Tra le aperture più importanti c’è la possibilità che sia modificato il meccanismo di comunicazione dei crediti sulla piattaforma software dell’Agenzia delle Entrate per quel che concerne la cessione dei crediti relativi ai lavori del 2022 non ancora ceduti a banche o ad altri soggetti. Ferma la scadenza del 31 marzo 2023, data entro la quale è necessario inviare all’Agenzia delle Entrate le comunicazioni necessarie, il Governo sembra mostrarsi pronto ad intervenire consentendo l’iscrizione del credito sulla piattaforma dell’Agenzia fin dal momento in cui viene preso in carica dalla banca, equiparando, di fatto, la richiesta di cessione del credito con la cessione vera e propria. La norma-emendamento, se accolta, permetterà al Mef di procedere con il cosiddetto “comunicato di legge” favorendo un rapido ed immediato aggiornamento della disciplina per i soggetti interessati. Ma tra gli emendamenti destinati all’approvazione della maggioranza vi è anche la possibilità di ricorrere allo sconto in fattura e alla cessione del credito per gli immobili ex Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) e per quelli del terzo settore (Onlus), così come la concessione di una nuova proroga, dal 31 marzo al 30 giugno 2023, per il Superbonus 110 per cento delle villette unifamiliari con il 30 per cento di lavori terminati entro il 30 settembre 2022.

Di grande interesse è inoltre la soluzione per i lavori di edilizia libera, o meglio per i lavori che riguardano l’installazione di infissi, caldaie e pompe di calore acquistati prima del 16 febbraio 2023, ma non ancora installati. La modifica interviene prevedendo un’autodichiarazione per tutti i lavori già concordati, così da superare il rischio che tali crediti non sia riconosciuti dopo l’entrata in vigore del Decreto legge. In altre parole, per coloro che hanno acquistato tali beni e sono in grado di dimostrare una data certa di acquisto antecedente alla data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto, potrà essere applicato lo sconto in fattura.

Non resta, dunque, che attendere l’esito della conversione in legge. I voti in commissione Finanze sulle possibili modifiche avranno inizio intorno al 20 marzo, mentre l’arrivo del decreto legge alla Camera è previsto per la fine del mese per poi passare in seconda lettura al Senato.

Aggiornato il 13 marzo 2023 alle ore 03:31:46