La cultura assicurativa in Italia

La maggior parte della popolazione italiana non percepisce il bisogno di assicurare sé stessa, i propri beni o i propri congiunti. La definizione di “rischio”, inteso come possibilità che si verifichi un evento futuro e incerto, la facoltà di coprire tale rischio o, ancora, la presenza di una serie di strumenti che si possono utilizzare per vivere con maggiore tranquillità, sono concetti ancora troppo spesso estranei al modo di pensare dei cittadini. Si acquistano polizze Rc auto perché obbligatorie, ma pochi mostrano propensione ad assicurarsi contro infortuni, anche domestici, malattie o per i danni che la propria abitazione potrebbe subire in caso di catastrofi naturali o per il danno che può causare il proprio animale domestico.

Perché questo disinteresse? Perché c’è una scarsa informazione sul concetto di rischio. È di fondamentale importanza informare e formare i cittadini sul concetto di “rischio”. Molti sembrano attratti più dalla possibilità, sia pure infinitesima, di un grosso guadagno che dalla eventualità, tutt’altro che infinitesima, di evitare una grossa perdita. Questo concetto è spiegato da alcune semplici cifre: gli italiani spendono circa 107 miliardi di euro in giochi e lotterie legali (più del doppio rispetto a dieci anni fa). Al confronto, i 17 miliardi di premi del ramo danni-non auto, rappresentano una cifra irrisoria.

Il caso delle catastrofi naturali è emblematico di quanto il concetto di rischio nel nostro Paese sia assolutamente trascurato. L’Italia è nello stesso tempo il Paese europeo più esposto al rischio di terremoti e alluvioni e quello con la più alta quota di ricchezza, oltre due terzi, investita in case e immobili. Ciò farebbe presupporre che debba anche essere il Paese con la più ampia diffusione di questo tipo di coperture, data l’elevata probabilità di subire danni ingenti a un bene primario come l’abitazione. Nulla di tutto questo si riscontra sul nostro mercato assicurativo, dove appena il 2,4 per cento delle abitazioni è coperto da rischi relativi a catastrofi naturali. Per di più, la diffusione territoriale delle polizze è inversamente proporzionale all’esposizione al rischio.

Tanto le persone quanto le famiglie devono considerare importante e vitale il saper compiere scelte finanziarie e assicurative corrette, poiché impattanti su tutta la vita e non reversibili oltre una certa età. Il richiamo qui è alla crescita dell’informazione e dell’educazione finanziaria, che potrebbe migliorare la capacità critica dei risparmiatori nella formazione delle loro aspettative, facilitando così la ricerca di soluzioni razionali e tempestive. È importante quindi, anche in questo caso, fare formazione finanziaria e assicurativa per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’opportunità di creare una adeguata tutela personale e patrimoniale. C’è da dire, infine, che i Millennials mostrano maggiore sensibilità alla comprensione del tema del “rischio” e si muovono attivamente in tal senso.