L’energia: la vulnerabilità di un mercato da tutelare

Grazie all’evoluzione economica e sociale, registratasi in epoca moderna, il mercato è ormai considerato un bene in sé che occorre proteggere dalle forze private e dal potere degli Stati. In uno scenario dove quest’ultimo non appare da solo in grado di difendere i consumatori e di garantire il concorrenziale sviluppo, la lotta contro le distorsioni della concorrenza e del commercio viene concepita come un’esigenza primaria per il buon funzionamento dell’economia, soprattutto quando si assiste a un mutamento importante del contesto economico di riferimento. Recentemente, il custode della concorrenza e del mercato, l’Antitrust, ha adottato notevoli provvedimenti sanzionatori nei confronti di importanti società fornitrici di energia elettrica e gas naturale.

A conclusione di un’istruttoria avviata il mese scorso, le società Iren, Iberdrola, E. On e Dolomiti si sono viste destinatarie di ben quattro provvedimenti cautelari per aver violato quanto disposto dall’articolo 3 del Decreto Legge n. 115 del 9 agosto 2022 (Decreto legge Aiuti bis); norma che sospende, fino al 30 aprile 2023, l’efficacia di tutte quelle clausole contrattuali che consentano la modifica delle condizione economiche di fornitura da parte delle società di vendita. In particolare, mentre Iberdrola e E. On hanno progressivamente comunicato agli utenti la risoluzione dei contratti di fornitura per l’aumento del costo dell’energia e del gas, costringendo di fatto i consumatori ad accettare le più onerose condizioni contrattuali previste, Dolomiti e Iren hanno recapitato ai propri clienti la modifica unilaterale – e più svantaggiosa – dei prezzi di fornitura.

Ebbene, considerata l’insufficienza delle spiegazioni prodotte dalle società interessate l’Autorità ha finito con l’obbligare quest’ultime ad applicare le condizioni economiche originariamente pattuite e a comunicare all’utenza l’inefficacia di ogni comunicazione precedentemente indirizzata. Ma ad attirare l’attenzione dell’Antitrust c’è anche Enel Energia. L’Autorità, dopo aver dato seguito alle numerose segnalazioni pervenute dai consumatori e dalle associazioni dei consumatori, ha smascherato la pratica ingannevole applicata dal colosso italiano dell’energia. La pratica consisteva in ripetute telefonate con le quali si annunciava l’imminente data di cessazione del mercato tutelato, in realtà prevista per il 10 gennaio 2024. L’informazione circa la data di scadenza del mercato tutelato, o meglio del regime di maggior tutela del prezzo dell’energia dedicato ai clienti finali di piccole dimensioni, rivolta, inoltre, a moltissimi consumatori che non avevano fornito un preventivo consenso a essere contattati per finalità di marketing, aveva lo scopo di indurre i consumatori a sottoscrivere un nuovo contratto sul mercato libero con la stessa Enel.

Una pratica commerciale che l’Autorità ha definito scorretta e ingannevole, tanto da sanzionare Enel energia e le agenzie partner per una somma complessiva che supera i 5 milioni di euro. Nell’attesa di capire se l’estraneità ai fatti, già dichiarata da Enel, sia supportata, non possiamo che constatare come la fornitura dei servizi di energia, da sempre qualificata tra i servizi primari, necessiti di una costante attenzione e come appaia particolarmente vulnerabile in questo particolare periodo storico che l’economia sta attraversando.