Che cosa sono i “Fia”?

Partiamo dalla definizione: un investimento alternativo è una qualsiasi forma di asset finanziario che non rientra nelle categorie degli investimenti tradizionali o convenzionali come le azioni, le obbligazioni o i fondi comuni ordinari. È la Direttiva europea 2011/61 dell’8 giugno 2011 che regolamenta e disciplina i gestori di fondi comuni di investimento alternativi. L’articolo 4 par 1 lettera A descrive per l’appunto gli organismi di investimento collettivo deputati all’emissione di fondi alternativi che raccolgono capitali da più investitori utilizzando una politica predefinita a vantaggio degli investitori stessi.

L’emissione di fondi alternativi non necessita di alcuna autorizzazione (ai sensi della Direttiva 2009/63/Ce), ma si deve fornire un approccio uniforme ai rischi e all’impatto su mercati e investitori. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un interesse sempre maggiore verso gli investimenti alternativi, categoria che include tutte quelle forme di investimento diverse da quelle tradizionali (azioni e obbligazioni). Gli operatori istituzionali considerano infatti l’investimento in asset alternativi come un modo per diversificare e ottimizzare il profilo di rischio e rendimento di un portafoglio, considerata la bassa correlazione tra i rendimenti dei mercati di borsa tradizionali e gli investimenti alternativi.

Gli investimenti alternativi, dunque, rappresentano una forma di diversificazione e ottimizzazione del profilo di rischio-rendimento di un portafoglio. L’investimento nei Fia (Fondi di investimento alternativi) è adatto a sottoscrittori per i quali il prodotto rappresenti una forma di diversificazione all’investimento e che siano in grado di comprenderne appieno le caratteristiche, le strategie d’investimento adottate ed i rischi ad esse connessi.

Le caratteristiche distintive degli investimenti alternativi sono:

1) ricerca di performance assolute;

2) bassa correlazione con i public markets;

3) diversificazione, in termini di strategia di gestione e di rischio-fonte di rendimento;

4) ottimizzazione nella gestione di portafoglio;

5) bassi livelli di volatilità attesa;

6) sfruttamento di inefficienze dei mercati.

Fra gli investimenti alternativi stanno ottenendo un crescente interesse gli Hedge Fund, ovvero “fondi che adottano tecniche di copertura”. Si tratta di fondi molto specializzati, gestiti professionalmente con l’obiettivo di ottenere performance assolute, ovvero indipendenti dall’andamento dei mercati. Le strategie di gestione sono molto diversificate. Questo approccio ha portato molti Hedge Fund a sovraperformare i principali indici azionari e obbligazionari.

Ci sono molte differenze tra investimenti alternativi e tradizionali. Il principale punto di forza degli investimenti alternativi è la bassa correlazione con i rendimenti degli investimenti tradizionali. Avere una bassa correlazione significa che il cui rendimento è indipendente da quello degli asset tradizionali. Ciò implica che gli investimenti alternativi, come già detto, siano un efficace strumento di diversificazione del portafoglio, capaci di stabilizzare il rendimento in fasi di volatilità dei mercati finanziari.

Il tutto però senza necessariamente sacrificare i guadagni: i potenziali rendimenti degli strumenti alternativi sono maggiori rispetto agli strumenti tradizionali. È bene sottolineare che gli investimenti alternativi sono caratterizzati da una liquidità inferiore rispetto agli investimenti tradizionali, a causa di bassi volumi e, nella maggior parte dei casi, dall’assenza di un mercato pubblico. Una valida alternativa quindi e una freccia in più da scoccare per centrare l’obiettivo dell’ottimizzazione del portafoglio finanziario.